Caro Nichi, il Pd non è uguale a destra e M5S

Dal giornale
vendola

Nelle elezioni amministrative ci si può coalizzare mantenendo la propria autonomia. E si può persino, ammesso
che si vada separati al primo turno, convergere al secondo

Giuliano Pisapia, Massimo Zedda e Marco Doria hanno rappresentato il momento più alto della scommessa di Sel: rappresentare una sinistra radicale postideologica e pronta a misurarsi con il governo, abbandonando al loro destino i reduci da tutti gli “ismi” che ne sono il male endemico e sfidando così, in un’alleanza-competizione, il partitone riformista. Dunque come si fa oggi a trattare il loro appello, come un qualcosa totalmente fuori tempo? Lo chiedo, davvero senza polemica, a Nichi Vendola, verso cui nutro stima e amicizia sinceri. Prima della dura presa di posizione del leader, le ali presenti dentro Sel avevano cominciato a battere in direzione diversa; per la sinistra dura e pura di Nicola Fratoianni, il Pd è un partito di destra, ed è impossibile ogni alleanza; per quella di Massimiliano Smeriglio, invece, occorre mantenere il dialogo per salvare l’alleanza di centrosinistra che governa città e regioni.

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