Caro Marino, la presa in giro no

Roma
Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, durante la presentazione dell'opera di Caravaggio "San Giovanni Battista" presso il teatro Lido di Ostia (Roma), 29 settembre 2015.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il sindaco va in giro ostentando sicurezza ma tutto il mondo sa che la sua giunta è al capolinea

La lotta politica è sacra. La presa in giro no. La lotta politica è dare battaglia alle altrui posizioni. La presa in giro è fischiettare facendo finta di niente. Ignazio Marino in questi due mesi ha dato battaglia per resistere in campo dinanzi all’opposizione del suo partito. Ma in questi ultimi tre giorni sta prendendo in giro i romani, ivi compresi quei suoi supporter onesti intellettualmente che non meritano un spettacolo del genere.

Andare in giro a inaugurare strade e cantieri da sindaco dimissionario, con un sorrisone stampato in faccia e una ostentata bonomia nell’incedere, sibilando un polemico “siamo una giunta che lavora e guarda avanti”, è palesemente una presa in giro. Tutto il mondo sa che la giunta Marino non esiste più, che non lavora più, e che guardare avanti non può più.

Quello che è in corso è un braccio di ferro sul “come” lasciare che poteva e doveva essere risparmiato. Le tattiche sulle mozioni di sfiducia e sulle dimissioni dei consiglieri sono roba da addetti ai lavori, i romani hanno altro per la testa. La sostanza però è semplice: il consiglio comunale non segue più il sindaco.

Non lo seguono più personalità non pregiudizialmente a lui ostili come Fabrizio Barca che ieri ci ha detto cose importanti.

Ora, ognuno è libero di pensare che il Pd stia sbagliando, che Marino sia un bravo sindaco vittima dei partiti eccetera eccetera. Però un sindaco deve tenere conto della sua giunta, del suo consiglio comunale, del suo partito, del sentimento della sua città. E siccome i romani non hanno eletto un dittatore – ci si passi l’ossimoro – la situazione di questi giorni è insostenibile dal punto di vista democratico.

Sarebbe ora di finirla con i trucchetti escogitati pur di restare con la fascia tricolore il giorno dell’apertura del processo su Mafia Capitale: è puerile. E bisognerebbe finirla con la finzione di un sindaco che non è più “il” sindaco. Ci vorrebbe un po’ di orgoglio anche da parte sua, di Ignazio Marino, di uno scienziato di fama cui davvero non si attaglia la parte che sta recitando in queste ore. Sarebbe utile per la sua stessa figura far scendere definitivamente il sipario.

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