Caro D’Alema sono anziano, compagno e voto Sì

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Massimo D' Alema , partecipa alla campagna elettorale di Prato e provincia con il candidato sindaco Matteo Biffoni 14 maggio 2014 
ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Voto Sì non perché sia anziano, ma perché conosco dettagliatamente la Riforma, perché seguo da sempre la vita politico-sociale del Paese e anche perché sono laureato in giurisprudenza (con tesi di diritto costituzionale italiano e comparato)

Cara Unità,
vorrei dare al compagno D’Alema una conferma ed una smentita. La conferma è che appartengo alla categoria anagrafica degli “anziani” (anche se ho due anni meno di lui) e che voterò convintamente Sì al referendum. La smentita è che io voti Sì perché non conosco la riforma: anzi, la conosco piuttosto dettagliatamente, sia perché da sempre (da quando ero un giovane militante del PCI e D’Alema era il brillante Segretario della FGCI ) seguo con attenzione e partecipazione i fatti politico-istituzionali, sia
perché sono laureato in giurisprudenza (con tesi di diritto costituzionale italiano e comparato). E proprio per questo voto SI.

Così  come altrettanto consapevolmente ho votato No alla riforma del centrodestra (a D’alema piaceva di più, dato che non lo ricordo iperattivo come oggi nel contrastare la riforma?), che, quella si, modificava di fatto la forma di Governo con l’aumento a dismisura dei poteri del Presidente del Consiglio (che questa riforma non tocca, anche se c’è un ricorso quasi maniacale, da parte dei sostenitori del  no, al cosiddetto “combinato disposto”).

Certo, non si può dire che tutti gli aspetti ed i dettagli della Riforma siano il meglio possibile. Ad esempio, io penso che occorrerebbe mettere mano agli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale: nella mia Sicilia, ad esempio l’autonomia speciale è stata ed è una vera iattura, fonte di sprechi, privilegi e pessima gestione. Così come, per la composizione del Senato a mio avviso era più logica la formula prevista dall’origininario ddl. Ma la modifica della composizione del Senato è stata
richiesta da Forza Italia, prima che Berlusconi, more solito, rovesciasse il tavolo

.A tal proposito, mi chiedo quale credibilità possano avere i rappresentanti di Forza Italia nel fare campagna per il No e Berlusconi, autore della riforma di cui sopra, nel parlare di “deriva autoritaria”. Tuttavia, un antico detto di saggezza popolare dice che il  meglio è nemico del bene. Si può anche dire che con il benaltrismo non si va da nessuna parte.

E quindi, approviamo questa riforma che  risolve problematiche di cui si discute da decenni e che, nonostante Commissioni,  Comitati di saggi, Bicamerali, etc., nessuno  è riuscito a portare a buon fine.

Tornando a D’Alema, anche chi segue la politica più distrattamente sa che la sua è una guerra personale nei confronti di Renzi, reo di  non averlo fatto nominare Mister PESC; guerra con un preciso obiettivo politico/personale: tornare in gioco con un ruolo di primo piano.

Ed infatti, ha messo su la sua gioiosa e rancorosa “Armata Brancaleone” (Brunetta dixit), alla quale si sono iscritti reduci della Prima Repubblica e tutti coloro che hanno il solo obiettivo di mandare a casa Renzi (tranne i 5 stelle, che sono così spocchiosi e presuntuosamente convinti di avere una antropologica “superiorità morale” da non contaminarsi con nessuno, anche se pare che qualche esponente della “sinistra dem” non l’abbia ancora capito).

Alcuni mesi fa esattamente il 1° aprile, periodo in cui si discuteva del referendum c.d. sulle trivelle ( a proposito, com’è che è  sparita dai radar l’inchiesta che il prode Di Battista ed i suoi sodali definirono “trivellopoli” e che era peggio di mani pulite?), Francesco Merlo pubblicò su Repubblica un articolo che mi è piaciuto così tanto che l’ho conservato. L’articolo si intitola “La grande folla dei Guastati d’Italia”e Merlo scrive che l’Italia “è il Paese con il “riflusso condizionato”, quello degli Italiani guastati
dall’acido: da Marino alla Carrà, da Emiliano alla Marcuzzi…con D’Alema nel ruolo di guastato guastatore. Guastarsi è più che puzzare.E’ non digerire e quindi ragionare per rigurgiti e conati…. Ci si guasta appunto per rancore,per incapacità di accettare la sconfitta, per troppo amore di sé, per non perdere la scena…Ecco, quando D’Alema  premette che “io sono solo un signore che non si occupa più di cose italiane” tutti capiscono che sta per  buttare l’acido di casa”.

Consiglierei  a tutti, in primis a Bersani and co. di leggere con attenzione quel magnifico articolo, perché non vorrei che anch’essi si aggiungessero alla grande folla dei guastati. Io, da parte mia, avrei alcuni nomi da aggiungere all’elenco dei guastati. Uno è Massimo Giannini, peraltro eccellente e preparato giornalista.  Appena giunto alla conduzione di Ballarò ha fin da subito voluto dimostrare di non essere “asservito al  potere” e di avere “la schiena dritta”, impostando il programma in chiave fortemente critica nei confronti del Governo  (cosa, peraltro, perfettamente legittima, una Tv di  regime non sarebbe il massimo per un Paese democratico).

Ma quando Renzi ha osato dire che i talk facevano meno ascolti dell’ennesima replica di Rambo o di Rocky  e quando il Consigliere  Rai Anzaldi ha detto che forse Rai 3 era troppo bersaniana, ecco che Giannini si è “guastato”. E così, Travaglio (il cui giornale è il più accanito partito di opposizione) è diventato un ospite fisso, idem Trefiletti (un populista, assiduo frequentatore di studi televisivi, che ama attirare l’applauso alzando con indignazione il tono della voce), e poi la “Intervista” materna di Lucia Annunziata a Di Battista.

Adesso Giannini continua a fare spesso coppia con Travaglio (La 7) e scrive per Repubblica editoriali spesso centrati su una feroce critica nei confronti dei bonus. La critica dei bonus sembra essere un irrinunciabile cavallo di battaglia dei ricchi intellettuali di sinistra e della sinistra politica (dentro e fuori il PD). Ma io mi chiedo se qualcuno di loro abbia mai sentito il dovere di ascoltare chi di quei bonus beneficia.

Posso garantire che mia figlia. laureata ed occupata in un lavoro per il quale sono sufficienti la licenza media ed un corso di qualificazione, ha molto gradito sia il bonus da 80 euro (un’enorme opera di  redistribuzione del reddito ed un incremento stipendiale ben superiore a quelli in genere previsti dai contratti di lavoro) che l’eliminazione della TASI .Per un ricco intellettuale è facile criticare i bonus, considerati alla stregua di “mance  elettorali”, ma se avesse l’onestà intellettuale di porsi dalla parte dei più deboli,  che a parole dice di difendere, forse perderebbe qualche certezza.

Un altro “guastato” è certamente Stefano Fassina: al Governo con Letta , considera “di destra” le politiche di Renzi. In  realtà è anche lui corroso dall’acido (tutti ricordiamo il “Fassina chi?”).

Poi i ci sono i guastati a metà, quelli che solo in parte controllano l’acido corrosivo che sentono dentro. Penso che la penna caustica di Fabrizio Rondolino ne individuerebbe tantissimi. Intendiamoci, io non ritengo certo che tutti coloro che sono contro Renzi ed il Governo siano guastati. Non lo sono gli avversari politici che conducono la loro battaglia sulla scorta di  idee politiche diverse (penso a Salvini,Meloni, La Russa, M5s, etc.) Guastati sono quelli che hanno le caratteristiche magistralmente descritte da Francesco Merlo.  E D’Alema ne è una della massime espressioni. Spero che non lo seguano su questa strada altri esponenti del Pd.

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