Cari Travaglio e Bonsanti, inutile vergognarsi di Salvini: chi si assomiglia si piglia

Il Fattone
21/11/2014 Modena, il segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini conclude la campagna elettorale del candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna in piazza Grande

M5S, Lega e il Fatto: i tratti comuni sono molti

Ma perché Marco Travaglio si vergogna così tanto di votare un partito per il quale vota anche Matteo Salvini? In fondo, le differenze tra i due non sono poi molte: giustizialisti entrambi (tranne quando gli inquisiti sono grillini, nel caso del direttore del Fatto, o leghisti, nel caso del leader del Carroccio), tutti e due scatenati contro la Casta che li fa prosperare, tutti e due con un serio problema di consenso (i voti della Lega calano quanto i lettori del Fatto).

Perché dunque tanto imbarazzo quando qualcuno fa notare il sostegno di Salvini alle candidate grilline ai ballottaggi, le predilette di Travaglio?

Oggi l’editoriale è dedicato a smontare quanto sostenuto ieri da Repubblica (ma in realtà un po’ da tutti i quotidiani, tranne il Fatto, perché è vero), e cioè che fra la Lega e la Casaleggio Associati srl è sbocciato un grande amore politico: se non per il bene dell’Italia, quantomeno per il male del Pd.

Travaglio nega, nega, nega, in preda ad un imbarazzo che si fa disperazione, ma è un fatto che Borghezio a Torino ha già detto che voterà la Appendino, mentre a Roma Alemanno (che non è certo leghista, ma neppure un campione del progresso e della tolleranza) voterà la Raggi. E Salvini, per chiarire il punto, ha spiegato al Corriere che “dove la Lega non è al ballottaggio, io dico a chi mi ascolta di votare contro il Pd”.

Liberissimo di dirlo, e di farlo, e di farlo sapere in giro, proprio come Travaglio ha tutto il diritto di pensare e votare allo stesso modo. Ma perché negarlo, perché nascondersi, perché falsificare la realtà? Davvero, non c’è niente di male: similes cum similibus congregantur, ovvero, come dice il proverbio, chi si somiglia si piglia.

Se Travaglio si vergogna di combattere eroicamente al fianco di Salvini, Sandra Bonsanti supera il suo direttore e si vergogna addirittura dei grillini, di cui pure è vistosamente innamorata.

Un suo lungo commento, sul Fatto di oggi, esalta con l’entusiasmo del tifoso “forze e movimenti che si stanno formando per smentire l’inevitabilità del renzismo a cui sembrava fossimo destinati”.

E quali sono queste forze e questi movimenti? Non la sinistra radicale o la minoranza del Pd, di cui Bonsanti denuncia l’“inesistente vitalità”. Probabilmente neanche il Partito comunista di Marco Rizzo, di certo non CasaPound.

Chi, allora? Forse il Movimento 5 stelle? L’ottima Sandra, che un tempo era di sinistra, non osa pronunciarne il nome, e la capiamo. Ma siamo costretti a dirle la verità: non è finita soltanto nelle braccia di Grillo, ma anche in quelle di Salvini.

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