Cara Virginia, l’opinione pubblica è anche più spietata dei grillini

Il Fattone
Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, all'uscita della sua abitazione mentre riprende con il cellulare la stampa che la attendeva sotto casa. Roma, 12 settembre 2016. ANSA/CLAUDIO PERI

La campagna del Fatto contro i “giornaloni” e quella del M5S contro i giornalisti non cambierà la sostanza: se volete davvero aiutare la Raggi, non consolatela e non giustificatela

Che Virginia Raggi sia in difficoltà è evidente a tutti: con un po’ di trasparenza ne sapremmo senz’altro di più sullo scontro di potere interno al M5s, ma la sostanza è abbastanza chiara. Da una parte c’è il Partito, che reclama (legittimamente, almeno per noi vecchi arnesi della politica) il proprio diritto a scegliere assessori e programma; dall’altra parte c’è la sindaca eletta, che pretende, altrettanto legittimamente, di decidere da sola i collaboratori e le priorità.

E’ anche evidente che nei confronti della nuova giunta capitolina l’attenzione dei media è enorme, e ogni minuzia è scrutata con l’attenzione che si riserva ad un G20. Siamo onesti fino in fondo: l’accanimento sulla Raggi è figlio dell’esaltazione che l’ha accompagnata durante la campagna elettorale fino alla trionfante sera delle elezioni. Dal New York Times alla Cnn, il mondo intero ha dedicato al Campidoglio l’attenzione che riserva di solito ad un G20. E’ dunque normale che la sovraesposizione mediatica – frutto in parte della novità politica rappresentata dal M5s, e in parte dalla centralità oggettiva di Roma caput mundi – produca, nel bene e nel male, risultati anomali e qualche volta fastidiosi.

Anziché prenderne serenamente atto, far buon viso a cattivo gioco e dedicarsi a tempo pieno alla soluzione dei problemi – che, non va dimenticato, non nascono da un’emergenza o da un attacco delle opposizioni, ma esclusivamente dalle beghe interne al partito di Grillo – la sindaca sembra invece scegliere la strada del vittimismo. Che in Italia, come insegna la lunga vicenda berlusconiana, paga sempre: ma che non per forza è la strada giusta.

“Virginia pedinata e linciata”, titola oggi il Fatto in prima pagina, scagliandosi contro i “giornaloni” colpevoli di aver ingigantito la spesa con la scorta e le critiche mosse dall’Osservatore romano. Letto il Fatto, la Raggi stamattina è scesa in strada, ha filmato i cronisti che cercavano di fare il loro lavoro e poi si è sfogata su Facebook: “Mi fate un po’ pena a dir la verità: tutta la vostra vita passata ad aspettare che qualcuno inciampi”.

Cari amici del Fatto – mi rivolgo a voi perché il M5s intenda – così non si va da nessuna parte. Si mette una pezza, si elettrizza qualche militante, si svia l’attenzione per qualche ora: ma la sostanza non cambierà. Se volete davvero aiutare la Raggi, non consolatela e non giustificatela: l’opinione pubblica è anche più spietata dei grillini. E nessuno è più feroce di un innamorato deluso.

Vedi anche

Altri articoli