Cara Silvia, ecco perché sbagli a parlare di lobby

Diritti
Un momento della festa in Campidoglio per il Celebration Day nel corso dellaz qualei si iscrivono collettivamente nel registro delle unioni civili coppie di omosessuali e eterosessuali. In sala della Protomoteca, davanti ai consiglieri celebranti, uomini e donne si sono baciati, scambiati gli anelli e hanno pronunciato i loro "sì". Nella sala ad assistere alla cerimonia ci sono parenti e amici dei protagonisti della giornata, anziani e bambini, che applaudono emozionati, Roma, 21 Maggio 2015.ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Il dibattito sulle unioni civili sull’Unità. Ecco cosa scrive Cristiana Alicata a Silvia Costa

Scriveva Hitler: «L’ebreo è colui che avvelena tutto il mondo. Se l’ebreo dovesse vincere, allora sarà la fine di tutta l’umanità, allora questo pianeta sarà presto privo di vita come lo era milioni di anni fa». Con queste frasi si costruì e generò un odio profondissimo nei confronti degli ebrei che in un momento di follia si trasformò nella soluzione finale.

Qualcuno penserà che il paragone sia esagerato: io non penso affatto che Silvia Costa sia Hitler e se ne ho chiesto l’espulsione l’ho fatto perché esigo che nel mio partito si dia più importanza alle parole, perché le parole, soprattutto se usate da rappresentanti delle istituzioni come è Silvia, divengono opinioni e le opinioni divengono idee e le idee possono giustificare atti. Anche dei gay si dicono cose simili sul futuro dell’umanità. Si organizzano veglie di preghiera in difesa della famiglia e dei bambini, come se i gay fossero un pericolo per le famiglie e per i bambini. In molti che oggi si oppongono alla legge contro le unioni civili – (che per noi è accettare di entrare nei bar seduti nella nostra zona come accadeva ai neri d’America) – stanno cavalcando l’idea che esista una lobby gay, un tentativo di destrutturare chissà quale modello sociale, di imporre una visione del mondo e di confondere l’esistenza dei generi. Siamo stati persino accusati di voler insegnare la masturbazione ai bambini.

Posso tollerare che fanatici religiosi convochino veglie di preghiera e manifestazioni contro di noi (nessuno però tollererebbe che fanatici islamici pregassero per la limitazione dei diritti dei cittadini ebrei, per fare un esempio) perché sono arrivata persino a pensare che una legge che vieti “le opinioni” non ci farebbe bene. Se non so cosa pensi non posso nemmeno discutere con te e farti cambiare idea, meglio discuterne nelle scuole, senza paura e bene ha fatto questo governo a lanciare un coraggiosissimo programma educativo contro le discriminazioni di genere e orientamento sessuale.

Ma non posso tollerare che un membro di un partito europeo che si definisce socialdemocratico affermi l’esistenza di una lobby gay e che questa lobby si sarebbe opposta ad una legge che doveva tutelare le donne dallo sfruttamento come ha affermato Silvia su facebook. Le parole sono importanti. E’ importante per esempio distinguere l’utero in affitto, il mercimonio del corpo dalla gestazione per altri, cioè  dalla volontaria e gratuita pratica di alcune donne che partoriscono per altri, generosamente e di cui abbiamo ormai decine di testimonianze. Parlare di una comunità – che tra l’altro è variopinta e composta da persone che spesso non sono nemmeno d’accordo tra loro – definendola un monolite, una lobby (come gli ebrei in Germania all’epoca) è sbagliato. E’ un’offesa, è attribuirle un disegno di supremazia. Nessuno di noi vuole sopraffare nessuno. E non si tratta di stabilire un pensiero unico, lungi da me. Io non ho mai chiesto l’espulsione di Emma Fattorini o di Mauro Del Barba, per esempio, anche se hanno posizioni simili a quelle di Silvia Costa. Con loro ci siamo confrontati per settimane e mesi quasi ogni giorno, io, ed altri con me, abbiamo accettato di ascoltare da loro cose che non condividevamo per il bene della nostra comunità (non lobby) e loro si sono messi più volte in discussione anche accettando di entrare nelle nostre case, dimostrando (almeno) la volontà di voler capire. Il dibattito nei prossimi giorni si farà acceso e rischia di danneggiare anche il nostro partito e di ipotecare il risultato delle amministrative in città dove siamo notoriamente gay friendly (Torino e Milano). Non possiamo permettere che una minoranza danneggi l’anima che il partito Democratico sta finalmente delineando in termini di diritti civili. Non possiamo permettere a nessuno di mettere a repentaglio la legge in discussione e l’immagine del partito che da quel voto deve uscire rinforzato a sinistra.

Mi chiedo, tra le altre cose, perché nessuno fino ad oggi si è occupato di maternità surrogata, pratica usata per il 99% da coppie eterosessuali se non per blandirla contro i gay contribuendo a macchiarli di colpe nefaste di fronte all’opinione pubblica. Se non genera odio questo! A chi oggi sta infiammando il dibattito sulle unioni civili brandendo come un’arma lobby gay, indebolimento della società attraverso la distruzione della famiglia e utero in affitto faccio tre domande che mi piacerebbe che l’Unità ospitasse in forma di dibattito serio. In cosa una famiglia omosessuale è diversa dalle altre? In cosa l’affido rafforzato gioverebbe di più ai bambini rispetto alla stepchildadoption e in quale modo la legge sulle unioni civili aprirebbe alla pratica dell’utero in affitto?

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