Cara Giorgia, vai avanti ma per Roma serve la competenza e la trasparenza di Giachetti

Amministrative
Il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa indetta da Fdi-An Bologna, in vista della campagna elettorale, Bologna, 15 febbraio 2016. ANSA/ GIORGIO BENVENUTI

Lettera aperta della Deputata Pd Magda Culotta a Giorgia Meloni

Cara Giorgia,

il nostro impegno è sicuramente di provenienza e con prospettive opposte, ma l’agone politico non può certo subire la violenza verbale e morale che stai affrontando in questi giorni. Sono cose che non tollero. Le frasi pronunciate da Silvio Berlusconi e dal candidato sindaco di Roma, Bertolaso, sono una spremuta di maschilismo primitivo che degradano, prima di tutto, chi pronuncia quelle parole. Da donna a donna – e da futura mamma a futura mamma – sento di dirti che prima di tutto c’è bisogno di riaffermare un principio, un diritto sacrosanto: essere mamma è una dimensione che arricchisce non solo la nostra intimità e le nostre famiglie ma anche la sfera pubblica e di conseguenza quella politica.

Il ragionamento – lanciato da Bertolaso e Berlusconi e pericolosamente sostenuto da molti altri – è figlio di un pensiero retrogrado.  Credimi, non è solo un problema politico o di poltrone. In questi giorni assistiamo infatti a una escalation che rischia di farci scivolare in un passato in cui non era scontato nemmeno il voto per le donne. Oggi, grazie a chi ci ha preceduto, per fortuna non è più così. Ma se un uomo delle istituzioni – come si definisce Berlusconi – dice che fare la mamma non è compatibile con un impegno importante come quello di sindaco, perché un imprenditore – con meno vincoli di legge e quote rosa da rispettare – dovrebbe affidare il ruolo di manager o dirigente a una donna che aspira a diventare madre? Io sono convinta che nessun uomo, può dire a una donna cosa deve o non deve fare, soprattutto perché la maternità viene vissuta da ogni donna in modo diverso.

Cara Giorgia, faccio il sindaco da sei anni e da sei mesi sono incinta. E’ chiaro che essere circondati da persone sensibili è un vantaggio. Certo di sicuro uno dei tuoi più grandi sostenitori, Matteo Salvini, oggi dovrà rimangiarsi le parole pronunciate qualche tempo fa, sul conto del ministro Marianna Madia: “Visto che tra tre mesi partorirà mi domando quando farà il ministro?”. Governare la capitale non sarà facile ma di certo, non esiste alcuna controindicazione tra il ruolo di amministratore e l’esperienza e l’impegno di una mamma. Pertanto, da donna, ti auguro una serena gravidanza, ma è certo che per essere degni amministratori bisogna essere persone competenti e trasparenti, persone che sappiano spendersi per la propria città “in connessione sentimentale” con il popolo che la vive e che la fa vivere. Per questo sono convinta che la candidatura di Roberto Giachetti sia la migliore in campo, così come sono convinta che lo stesso Roberto sarà il prossimo sindaco di Roma.

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