Campanelli d’allarme

M5S
Beppe Grillo durante la prima del Tour Grillo VS Grillo all'auditorium Lingotto di Torino, 8 aprile 2016. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Avvisi di garanzia ma soprattutto contraddizioni politiche si vanno moltiplicando

E’ probabile che Federico Pizzarotti chiarirà quello che deve chiarire sulle nomine del teatro Regio di Parma ed è vero che in un certo senso l’avviso di garanzia che lo ha raggiunto “è un atto dovuto” che fa seguito all’esposto del senatore del Pd Pagliari: solo in un certo senso, però, perché se si è giunti all’avviso di garanzia vuol dire che la vicenda è meritevole di indagine.

Il caso Pizzarotti giunge tre giorni dopo l’avviso di garanzia al sindaco di Livorno Nogarin: e di questo anche noi abbiamo scritto qualcosa in merito. Nulla da aggiungere, aspettiamo le decisioni della magistratura e le mosse del sindaco e del suo partito.

Sul piano politico, ieri il M5S non ha fatto un bella figura astenendosi sulle unioni civili. Una posizione davvero politicista e dunque incomprensibile per le persone fuori dal teatrino della politica: su una legge di questo tipo, che come tutte le leggi e più di altre leggi, ha luci e qualche ombra, un partito serio alla fine decide: o sì o no. Tutti però hanno capito che i grillini si sono astenuti per non mescolare i loro immacolati voti con quelli del Pd. Atteggiamento un pochino fanciullesco. E secondo noi impopolare, perché colloca il M5S fuori dal campo riformatore nel campo dei diritti civili.

Infine, va segnalato un articolo di Francesco Verderami sul Corriere della Sera, nel quale il giornalista scrive che se al referendum confermativo di ottobre vincesse il No (che è la loro linea ufficiale) per il grillini sarebbe un bel problema, perché con la legge che supera il senato attuale cadrebbe anche l’Italicum (come ha spiegato Roberto D’Alimonte sul Sole24Ore), che è l’unica legge elettorale in grado di consentire ai Cinque Stelle di non allearsi con nessuno – e infatti loro l’apprezzano molto: qualunque altro modello li obbligherebbe ad allearsi col Verdini di turno. Un bel pasticcio.

Sono tutti nodi politici, e campanelli d’allarme, in una cavalcata elettorale che forse sta più nei sondaggi che nella realtà.

Vedi anche

Altri articoli