Camminiamo insieme per costruire la libertà

Quadrato Rosso
Visco: attacchi Parigi certamente pesano su fiducia, alzano incertezza su ripresa  REUTERS/Gonzalo Fuentes

Se non guarderemo oltre i nostri confini non sapremo costruire un futuro libero e senza paura per i nostri figli

Hanno colpito e colpiscono persone. Hanno l’obiettivo di violare ed impedire la libertà di ognuno. Abbiamo tutti il dovere di difendere le nostre libertà individuali e collettive. Senza questo rispetto e questa scelta non c’è integrazione e coesione: anzi, ognuno diventerà nemico dell’altro. Dire che quanto accaduto a Parigi è un’immensa tragedia per la Francia, per l’intera Europa, per ognuno di noi non rende pienamente lo sgomento e l’angoscia che viviamo ogni volta ad una ogni attentato, in tutti i luoghi del mondo. E bene fa il governo italiano a richiamare l’intera Europa alle sue responsabilità, alla necessita di una politica comune, di una condivisione e di un coordinamento tra le sue forze di sicurezza e nello stesso tempo invitare a non cambiare le nostre abitudini e i nostri valori.

Bisogna ricordare a tutti noi e sempre che la nostra capacita di essere uomini liberi, solidali, vuol dire anche saper accogliere e rispettare chi viene da lontano, chi fugge dalle guerre chi cerca nel vecchio continente la sua strada. Nell’Europa che ha imparato a sue spese il prezzo dello sterminio, del razzismo, del totalitarismo, dobbiamo saper riconoscere i sintomi che si ripropongono Per poter dire che siamo tutti nel Paese libero, nell’Europa libera che abbiamo costruito, bisogna che si possa vivere sicuri.

La paura si contrasta con la sicurezza e con la convivenza piena delle tante donne e dei tanti uomini che condividono lo stesso spazio e tempo. Alla paura delle armi all’uso delle armi e del terrore, bisogna opporre la scelta della diplomazia e della pace, del rispetto reciproco, della religione come scelta individuale che non può farsi né Stato né armi. La Cgil è fondata su questi valori. Tra i suoi iscritti, nei luoghi di lavoro ci sono persone con nazionalità, tradizioni, culture, religioni diverse, qualche volta in conflitto nei loro Paesi di origine.

Eppure condividono lo stesso lavoro, le stesse esperienze, le stesse gioie e gli stessi problemi. La Cgil è impegnata perché essere un lavoratore significa condividere fatiche, difficoltà e risultati. Lavorare insieme fa convivere tutti e tutte. Non chiediamo quale religione guida e conforta il pensiero di ogni iscritto, perché non c’è distinzione di religione, colore, provenienza. Non ergiamo steccati, chiediamo di condividere i valori laici della nostra Costituzione e di quella europea, i valori laici che sono le radici della nostra Europa.

Ci sentiamo cittadini di un mondo che deve darsi la dimensione multiculturale ed integrata. E siamo qui a camminare insieme a chi crede in questi valori: siamo sulla stessa strada, contro chi semina il terrore. Perché alla brutalità delle armi e del terrore dobbiamo opporre l’istruzione, il diritto all’istruzione, le scuole che non possono e non vogliono essere luogo di separazione, ma di confronto, conoscenza, condivisione. Scuola e lavoro, quello che c’è è quello che va creato, sono il cemento essenziale per i processi di integrazione.

Nelle nostre città, nei luoghi di lavoro, come nella Cgil, ci sono tanti e tante che sono nati o diventati cittadini italiani. Che condividono quindi i principi e i valori della nostra repubblica fondata sulla democrazia, la libertà anche di culto, il lavoro, la parità e la libertà delle donne.

Questi principi e valori che vogliamo condivisi in Europa, ci permettono di battere il terrorismo, con lo sguardo sereno verso il mondo. Se non guarderemo oltre i nostri confini non sapremo costruire un futuro libero e senza paura per i nostri figli.

 

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