“Camminare in Italia”, un’idea per mettere in marcia il Paese

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Molti Comuni italiani e altri soggetti hanno recuperato tracciati nuovi e vecchi ottimi per chi li voglia percorrere a piedi, in mountain bike, a cavallo, portando turisti e facendo lavorare piccoli alberghi, negozi e trattorie

Spero che il ministro Franceschini legga questo pezzo. Sono ormai moltissimi i Comuni italiani e altri soggetti come gruppi sportivi, pro loco e via dicendo che hanno recuperato tracciati nuovi e vecchi ottimi per chi li voglia percorrere a piedi, in mountain bike, a cavallo. Alcuni, come la via Francigena sono assunti a fama internazionale, ma molti altri sono conosciuti solo su scala locale.

Portano turisti, anche fuori stagione, fanno lavorare piccoli alberghi, negozi e trattorie. Toccano spesso centri minori, per i quali possono rappresentare una bella boccata di ossigeno. Ho una proposta semplice. Predisporre una mappa digitale aperta. Una base cartografica, che possa essere riempita dalle tante comunità locali che propongono percorsi lunghi e corti.

Potremmo chiamarla “Camminare in Italia” o “L’Italia a piedi”. Mi rivolgo a Franceschini perché occorrerebbe affidare a qualcuno non solo la predisposizione della base digitale, ma anche la verifica di alcuni criteri di qualità. Che questi precorsi siano segnalati bene, che siano tenuti puliti, che ci siano nei pressi strutture ricettive e di ristoro. Poi ci si monta sopra un social network che, come per altri simili, permetta di inserire commenti e giudizi di qualità, scambi di opinioni. Personalmente mi sono fatto quasi tutto il percorso del Cammino verso Santiago di Compostela. Qualche centinaia di migliaia di persone ogni anno. Bello, ben segnalato, con strutture ricettive per ogni tasca.

Ma posso dire con un pizzico di nazionalismo che sia dal punto di vista paesaggistico che da quello storico culturale l’Italia può fare molto molto meglio ?

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