L’inutile strategia di “David il losco” per ripulire la sua immagine

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Britain's Prime Minister David Cameron makes his keynote speech at the annual Conservative Party Conference in Manchester, England, Wednesday Oct. 7, 2015.  
(ANSA/AP Photo/Jon Super)

Il premier è stato definito “Dodgy Dave” dai laburisti, un epiteto che rimarrà impresso nell’opinione pubblica, più delle promesse del primo ministro

Dopo una settimana che egli stesso ha dovuto riconoscere non sia stata “particolarmente buona”, David Cameron ha deciso di passare al contrattacco e, avendo pubblicato le sue dichiarazioni dei redditi sabato, lunedì si è presentato di fronte alla House of Commons per definire la posizione del governo sui Panama Papers.

Cameron è un esperto oratore, e sa che può contare su un forte supporto pubblico da parte del suo gruppo parlamentare, che per quanto diviso al suo interno, trova sempre unità e compattezza di fronte al nemico comune, il Labour di Jeremy Corbyn.

E così Cameron si è potuto presentare di fronte al Parlamento e al paese, non come il figlio coinvolto nelle operazioni finanziarie all’estero del padre, o quello che, alla morte del padre, riceve in dono 200 mila pound dalla madre per evitare la tassa di successione (come emerso dalle dichiarazioni dei redditi rilasciate sabato) ma come il primo ministro che combatte l’evasione fiscale, il riformatore dei paradisi fiscali, il primo ad applicare a se stesso rigide regole di trasparenza e pubblicare i suoi introiti.

Cameron ha annunciato la creazione di una task force del ministero delle Finanze e l’Agenzia nazionale contro le Frodi per analizzare tutti i bilanci delle compagnie inglesi coinvolte nei Panama Papers e ha inoltre confermato che tutti i territori d’oltremare alle dipendenze della corona inglese (con l’esclusione al momento unicamente delle isole di Anguilla e Guernsey) rilasceranno d’ora in poi informazioni sui beneficiari dei conti e delle compagnie operanti nei loro territori.

Se grazie alla sua abilità retorica, Cameron è riuscito a trasformare la sua apparizione parlamentare in una vittoria (aiutato anche dale reazioni positive dei tabloid e della stampa conservatrice), quello che comunque Cameron sottovaluta è la reazione dell’opinione pubblica.

In una società come quella inglese, dove il divario tra poveri e ricchi cresce continuamente e dove la mobilità sociale è praticamente inesistente, Cameron fatica a non essere visto come il rappresentante di una classe privilegiata che beneficia di investimenti offshore e di cavilli burocratici per pagare meno tasse. E che, nonostante le promesse, continua a usare la propria posizione per perpetrare i privilegi di cui gode.

Tra qualche mese di tutto il dibattito parlamentare di questa settimana, probabilmente i più non ricorderanno i provvedimenti promessi da Cameron, ma l’epiteto con cui il veterano laburista Dennis Skinner ha definito il premier: “Dodgy Dave”. Nonostante il contrattacco studiato e portato avanti con competenza e determinazione, “David il losco” non riuscirà a ripulire la sua reputazione agli occhi di una opinione pubblica sempre più frustrata dalle prerogative di una classe di governo i cui standard di comportamento non sono certo ineccepibili.

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