“Cambiamenti” in Sicilia ma il Fatto non cambia mai

Il Fattone
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E’ in corso la Leopolda siciliana organizzata da Faraone. Per il giornale di Travaglio un’occasione ghiotta per mettere in moto la macchina del fango

E’ in corso a Palermo (si concluderà domani) la “Leopolda siciliana” organizzata da Davide Faraone con grande abbondanza di ospiti, iniziative, dibattiti, incontri. C’è anche Luca Lotti, e dev’essere per questo che il Fatto ha deciso di occuparsene. Se c’è il Lotti, devono essersi detti in redazione, sicuramente dev’esserci anche qualche imbroglio: magari Faraone vuole aprirsi una banca, magari hanno trovato il petrolio a Mondello.

“L’inno alla rottamazione in mezzo ai cuffariani” è il titolo del pezzo: e meno male, temevamo peggio. Pare infatti che a “Cambiamenti” – questo il titolo del convegno-kermesse – “si aggiri” anche Totò Lentini. E chi è Totò Lentini? “Già esponente dell’Mpa di Raffaele Lombardo, eletto con l’Udc e approdato a ‘Sicilia futura’ di Cardinale dopo una breve permanenza in Articolo 4, la formazione-stampella di Crocetta”. E noi che già pensavamo al figlio di Totò Riina.

Ma c’è di peggio: Lotti e Faraone, ieri, sono stati a pranzo con Salvatore Cardinale. Un trafficante d’armi? No, un ex ministro dei governi D’Alema e Amato, tra i fondatori della Margherita in Sicilia, la cui figlia Daniela è una deputata del Pd. Ma come diavolo sarà mai venuto in mente al Lotti di incontrare una figura storica del centrosinistra siciliano? Non è che così Verdini s’ingelosisce?

A “Cambiamenti”, tra le altre cose, ci sono stati o ci saranno un concorso fra giovani cuochi siciliani, la prova di un drone per il rilevamento del segnale elettromagnetico dei satelliti Galileo, la presentazione di alcune start up siciliane, una passeggiata notturne fra le meraviglie della Palermo arabo-normanna, i sindaci di cinque comuni all’avanguardia nell’innovazione urbana, trenta ragazzi impegnati in un esperimento sul campo di comunicazione politica, un approfondimento sulla gestione dei beni confiscati alla mafia con testimonianze dirette, un “muro delle idee” dove chi vuole può proporre un argomento ai sei tavoli tematici, e persino una nursery per i più piccoli.

Ma di tutto questo, sul Fatto, naturalmente non c’è traccia. A loro interessa soltanto Totò Lentini che “s’aggira tra i capannelli di persone”.

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