Bravo Davigo, basta correnti

ControVerso
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Davigo faccia allora il passo decisivo. Proponga lo scioglimento delle correnti. Anche di quella di cui farebbe parte

Pienamente d’accordo con Piercamillo Davigo, Presidente dell’Asociazione Nazionale Magistrati, che, a quanto riportato dalla stampa, ha fatto una sfuriata contro i metodi di nomina dei magistrati. Nomine la cui responsabilità tocca al Consiglio Superiore della Magistratura. Accuse piuttosto dure: lottizzazione fra le diverse correnti, mancanza di trasparenza , uso di criteri arbitrari, che variano o addirittura si invertono da nomina a nomina.

Riassume Davigo “Un posto a me, quello a te e quell’altro ancora a lui …”. Insomma a sentir Davigo, nulla di molto diverso da quel che succede spesso nel mondo della deprecata politica. Così a occhio ci starebbero alcuni reati. Dal traffico di influenze al voto di scambio. Ma in fondo di politica, di cattiva politica, si tratta. Infatti aggiunge Luca Poniz, esponente di Magistratura Democratica: “Dobbiamo chiederci con onestà se possiamo dire che il problema sia solo dentro il CSM, o se forse sia anche nel corpo della nostra ccategoria”.

Qui sta il punto. Perché se Davigo, che ha il prestigio e l’autorevolezza per andare fino in fondo, vuole essere conseguente lì si arriva e dovrebbe allora chiedere e proporre lo scioglimento di ogni corrente della Magistratura. Leggo però, sarò forse malizioso, che Davigo stesso, che appartiene ad una corrente da lui stesso fondata, sarebbe stato eletto con un accordo a rotazione fra le diverse componenti. Siccome oggettivamente è un magistrato di valore chissà perché non può farsi tutto il mandato per intero. E invece: un anno a me, un anno a te, un anno a quello.

Le correnti della Magistratura sono oggetti epistemologicamente intriganti, più o meno come la Trinità che è una , ma anche trina. Si definiscono con aggettivi ridondanti, che suscitano un certo stupore nel comune cittadino. Una corrente si definisce “Democratica”,“Autonoma” un’ altra, una per la “Giustizia” e una per la “Costituzione”. Addirittura una si definisce ” Indipendente” e quella di Davigo , rafforzativa, ” Autonoma e Indipendente “.Qui il cittadino si domanda se per caso le altre siano dipendenti da qualche cosa. O contro la giustizia e la Costituzione . O addirittura antidemocratiche.

Poi tutti invece sanno che una è di sinistra, una di centro, una di destra e qualcuna un po’ di tutto. E siccome concorrono all’elezione del Csm cosa poi volete che capiti quando devono nominare qualcuno ? Davigo faccia allora il passo decisivo. Proponga lo scioglimento delle correnti.

Ci sono altri modi per eleggere il Consiglio d el l’Associazione e gli incarichi nei Tribunali di vario livello. Per esempio un magistrato si candida, presenta il curriculum e gli altri decidono, si spera in base al merito, se votarlo o no. Semplice. Probabilmente troppo. Infatti, leggo sempre, che tutta questa trasparenza nelle procedure violerebbe inalienabili diritti alla privacy. Curioso.

Un uomo politico che in fondo è eletto da cittadini che ne portano democraticamente la responsabilità è comunque giustamente tenuto a dare pubblicità di quasi ogni aspetto della sua vita , a cominciare dalla consistenza del suo patrimonio e da eventuali conflitti di interesse. Mentre il Magistrato, che a noi piace immaginare sempre integro e indipendente , dovrebbe essere protetto. E infatti Davigo questa trasparenza, gli va dato atto, la pretende . Certo è una bella notizia che alcune voci in una Magistratura, che spesso alza il dito accusatore anche a sproposito, comincino a proporre un bell’esame di coscienza. Si spera che il resto segua.

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