Bologna: iniziativa per il Sì zittita. Lancia #pertuttilibertàdiparola

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Alcuni membri del comitato del si al referendum consegnano le firme in Cassazione a Roma, 14 luglio 2016. ANSA/GIORGIO ONORATI

L’iniziativa è stata interrotta per impossibilità di procedere

Cara Unità,
Sono Mariangela Boe, del Comitato Studenti di Sinistra per il Sì Bologna.Scrivo perchè durante una iniziativa organizzata presso la Scuola di Giurisprudenza, con relatrici due docenti del medesimo Dipartimento (Prof. Elena Ferioli e Claudia Tubertini, un gruppo di circa 20 persone, che non si sono volute identificare come gruppo o collettivo (in realtà si sono poi rivelati essere del collettivo HOBO), ha impedito lo svolgimento dell’incontro. L’oggetto dell’iniziativa era un approfondimento tecnico sul Titolo V e sul bicameralismo.A monte dell’iniziativa, notando un atteggiamento strano di queste venti persone, ci siamo avvicinati per chiedere se volessero intervenire, per chiarire che avremmo dato spazio al dibattito, offrendo anche la possibilità per uno/a di loro di sedersi al tavolo dei relatori. Non hanno accettato nessuna di queste opzioni urlando “SIAMO SOLO STANCHI DI SENTIRE LE VOSTRE RAGIONI” “NON CI IMPORTA DEL DIALOGO IN QUESTA UNIVERSITA’ DI MERDA”.

Dopo questo esploit, abbiamo semplicemente invitato loro a rispettare la scansione temporale, intervenendo al momento preposto al dibattito. Sono entrati nell’aula, hanno tirato fuori uno striscione e un megafono. Hanno strappato il microfono e hanno proceduto insultando le relatrici e l’organizzazione.L’iniziativa è stata interrotta per impossibilità di procedere. Vorremmo sottolineare che la scuola di giurisprudenza sta tenendo una linea più che corretta, dando spazio a comitati di entrambi gli schieramenti che facciano richiesta per utilizzare le aule. Ieri si è giustamente svolta una iniziativa di altri studenti, appartenenti ad un comitato per il no.
In sala oggi c’erano tanti ragazzi, chi aveva già le idee chiare su cosa votare, studenti per il sì e studenti per il no, chi confuso voleva solo sentire due docenti di Diritto parlare di una riforma. Tutto questo è stato impedito e lo trovo francamente vergognoso e contrario a quella democrazia che questi ragazzi vantavano di difendere. Abbiamo lanciato l’hashtag #pertuttilibertàdiparola per sottolineare questo dato.

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