Boldrini: “Uno strumento utile per riannodare i fili della sinistra”

#BentornataUnità
20/06/2015 Firenze, giornata internazionale del rifugiato. Il sindaco consegna alla Presidente della Camera  il sigillo della pace. Nella foto Laura Boldrini

Il messaggio della presidente della Camera: “Un giornalismo capace di alzare lo sguardo per far capire cosa succede nel mondo”

È motivo di soddisfazione sapere che “l’Unità” ritorna in edicola e in rete. In un tempo nel quale dall’editoria arrivano quasi soltanto notizie di crisi e di chiusure, il vostro nuovo inizio permette di sperare che il destino del settore non sia segnato, che ci sia ancora posto per il giornalismo professionale, che non ci si debba limitare a rimpiangere il passato.
Oggi ricomincia a scorrere una storia che non si accontenta – e giustamente – di aver tagliato il traguardo prestigioso dei 90 anni, ma ritiene di avere ancora molto da dire. Si è avvertita la mancanza de “l’Unità”, in quest’anno. Il suo silenzio ha indebolito il fronte dell’informazione più attivamente impegnata contro la crescita delle disuguaglianze e contro l’imprenditoria politica della paura, fabbrica in funzione “h24” nell’Italia odierna. Ed invece serviva, serve sempre di più un giornalismo orientato ai diritti, che sappia leggere il forte malessere delle nostre periferie urbane, figlio delle povertà vecchie e nuove.

Un giornalismo capace di alzare lo sguardo oltre le coste di casa per capire e far capire cosa succede nel mondo, quale sia l’origine dei problemi che poi arrivano da noi. E’ stato questo, del resto, il terreno sul quale ho incontrato “l’Unità” e ho trovato ospitalità sulle sue pagine molti anni prima di diventare Presidente della Camera: nel segno di una comune attenzione alle crisi internazionali e alle questioni umanitarie – che poi sono anche le questioni relative alla ripartizione delle risorse – che sono certa rimarrà un vostro tratto costitutivo.

Di “Unità” c’è bisogno, infine, anche rispetto alle lacerazioni del campo progressista. Non dimentico di essere arrivata in Parlamento come deputata di una coalizione che si è frantumata sui primi scogli della legislatura. Riannodare i fili di quel dialogo oggi può sembrare un intento velleitario, ma credo che sia un compito ineludibile, se si vuole provare a dare risposta al malessere che segna e che fa rimanere a casa tanti elettori ed elettrici del centrosinistra.

(foto Agf)

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