Bersani aveva detto di non voler fare campagna per il No e invece…

Il Noista
Pierluigi Bersani alla Camera durante comunicazioni del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo.12 ottobre 2016, ANSA/GIUSEPPE LAMI

Iniziative in Sicilia con l’ex leader del Pd

Leggiamo su Repubblica: “La notizia, nelle locandine degli incontri siciliani, non è affatto nascosta. ‘Riforme e democrazia: le ragioni del No’, recita il manifesto del dibattito di Siracusa.

Ancora più esplicito quello che annuncia l’evento di Ragusa: ‘Riforma costituzionale e legge elettorale: le ragioni del No’. Sono i titoli che precedono la visita di Pier Luigi Bersani in Sicilia, in programma il 7 novembre. E che lasciano prevedere il lancio in grande stile di una aperta campagna contro la riforma da parte dell’ex segretario del Pd”.

La coerenza di Bersani – il leader superfavorito in tutti i sondaggi che “non vinse” le elezioni del 2013, non riuscì a far eleggere i propri candidati al Quirinale, non riuscì a formare un goveno con Grillo e infine fu costretto a dimettersi dalla segreteria del Pd – è un esempio illuminante dello stile preferito dall’oligarchia conservatrice, messa nell’angolo da Renzi e pronta a tornare al potere nel caso in cui grillini e leghisti vincessero il referendum.

Nel corso dei due anni abbondanti di dibattito parlamentare, Bersani ha sempre votato a favore della riforma Boschi: tre volte personalmente alla Camera e altre tre volte, per interposto Gotor, al Senato, anche dopo l’approvazione in via definitiva dell’Italicum.

Lo scorso 2 maggio, mentre a Firenze Matteo Renzi apriva la campagna per il Sì, da Bologna Bersani assicurava: “Abbiamo votato sì alle riforme e votiamo sì al referendum, purché non venga fuori un sì cosmico contro un no cosmico. Stiamo parlando di precise modifiche della Costituzione, non di nuovi scenari politici”.

Ospite di Giovanni Floris, Bersani aveva poi spiegato agli italiani perché voterà Sì: “Perché penso che comunque correggere il bicameralismo sia un fatto importante, perché lì dentro ci sono alcune cose buone. Nell’insieme, nella somma algebrica del più e del meno, è un passo avanti”.

Che cosa è successo dopo l’estate? L’unico fatto politico significativo è stata la disponibilità di Renzi a modificare l’Italicum, proprio come Bersani aveva chiesto. Ma nel momento stesso in cui Renzi s’è detto d’accordo a discutere una nuova legge elettorale, Bersani ha replicato di non credere agli asini che volano. Però ha aggiunto che in nessun caso farà campagna per il No, pur rispettando chi nel Pd vorrà farla.

Ora il nuovo cambio di casacca, forse perché i sondaggi sono prevalentemente favorevoli al No e l’occasione di far fuori Renzi e il governo non è più una possibilità remota. Ai molti voti dei grillini e dei leghisti Bersani ha dunque deciso di aggiungere anche i pochi di cui dispongono i suoi sodali, con l’unico obiettivo di abbattere il governo del Pd. Complimenti vivissimi.

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