Bernie Sanders e la Coca Cola

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Sanders si è dichiarato contrario ad una modesta tassa sulle lattine di Coca Cola e altre bibite zuccherate

Bernie Sanders più a destra di Clinton e di Bloomberg? La strana accusa, anzi una provocante domanda, circola sui media Usa a proposito di una polemica tipicamente americana. Bernie al contrario di Hillary e di Bloomberg, che quando era sindaco a New York ne fu paladino, si è dichiarato contro una modesta tassa sulle lattine di Coca Cola e altre bibite zuccherate.

Proposta dal Sindaco di Philadelphia per finanziare con il ricavato la costruzione di nuovi asili nido. Scontato l’appoggio di Hillary, campionessa di diritti delle donne e del “politically correct”. Sorprendete la contrarietà di Sanders, viste le sue posizioni in materia fiscale e piuttosto ostili alle corporation americane. “L’unica tassa che Bernie non vuole aumentare”, ha scritto ironicamente qualcuno. Sanders si è opposto perché la considera una tassa regressiva, cioè una tassa che colpisce proporzionalmente più i ceti poveri, massicci consumatori di soft drink, che quelli ricchi; come sono per altro più o meno tutte le tasse sui consumi. “Sono i ricchi che devono pagare più tasse, non i poveri e la casse operaia”.

I soft drink sono accusati in America di effetti negativi sulla salute perché provocano obesità. Anche se l’efficacia della tassazione è molto discutibile. In genere provoca lo spostamento verso consumi con analoghi contenuti di zucchero. Ma a parte questo devo confessare che a me la posizione di Bernie ha provocato simpatia. Barry Commoner, il famosissimo ecologista americano, iscritto quando era ancora possibile al Partito Comunista Usa, mi spiegava che lui voleva trovare soluzioni per “Bud people” e non per gli Youg people”.

Cioè per i consumatori della popolare birra Budweiser, preferita dai lavoratori americani a basso reddito, piuttosto che ai consumatori di yogurt, fighetti di classe medio-alta. Nella lingua americana, con un gioco di pronuncia, i “cattivi” rispetto ai “giovani”. Quindi la tassa sulla lattina è un po’, per Sanders, come se in Italia, per capirci, si volessero tassare il vino sfuso e le salsicce. Bravo Bernie. Il Tavernello è di sinistra e lo champagne di destra. Chissà cosa ne avrebbe detto Gaber…

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