Basta strumentalizzazioni politiche, ecco cosa serve per Ventimiglia

Migranti
A group of 300 migrants and asylum seekers at the border town of Ventimiglia forces a police cordon, jumps into the sea and swam to France on Friday 05 August 2016. Some of the asylum seekers simply ran across the border, breaking through a French police cordon and onto the crowded beaches beyond. Italian and French police fired tear gas but were unable to stop them. ANSA / FABRIZIO TENERELLI

Serve un’azione diversa da quella messa in atto finora dal Ministero dell’Interno, in grado di stemperare maggiormente la pressione cui è sottoposta la città in quanto al confine, ma soprattutto serve la collaborazione di tutti perché i diritti di tutti siano rispettati

A un anno di distanza si è assistito quasi alla stessa scena al confine italo-francese di San Ludovico a Ventimiglia, con l’ennesimo tentativo di stabilire un presidio, o meglio, un’occupazione abusiva, nella pineta, e 150 migranti che, per poche ore, hanno valicato il confine per poi essere riportati in Italia. Per quanto possa essere più che comprensibile il desiderio dei migranti di raggiungere altri Paesi europei, e per quanto possano essere buone le intenzioni dei no-borders, che chiedono libertà di circolazione per tutte le persone, non si può assolutamente prescindere dal rispetto delle leggi
 
Proprio in virtù dell’uguaglianza tra le persone, il principio di legalità non può valere a senso alternato. 

La città di Ventimiglia sta vivendo da molto tempo, da più di due anni, una situazione fragile, specialmente dal punto di vista sociale, una situazione strumentalizzata anche da più parti politiche, ognuna per tirare l’acqua al proprio mulino. Da tempo si assiste a chi soffia sul fuoco dell’insofferenza verso la presenza dei migranti in città, e a chi estremizza la narrazione di quanto accade, per dire che non vengono rispettati i più elementari diritti umani.
Per questo mi appello al buonsenso di tutti, perchè la situazione di Ventimiglia è difficile e mette ogni giorno a dura prova cittadini, Amministrazione, le Istituzioni in generale, gli operatori sociosanitari e le Forze dell’Ordine, e se si vuole agire nell’interesse della cittadinanza e dei migranti, occorre portare aiuto e assistenza nei luoghi individuati per questo, con forme legali.


Il Governo, e in particolare il Ministro dell’Interno Alfano, deve riconsiderare le azioni messe in atto per rendere la situazione di Ventimiglia sostenibile. L’afflusso di migranti continua in modo assai discontinuo che rende assai difficile una programmazione, si passa da più di 600 presenze a 200 nel giro anche di 24 ore, è stato allestito un campo con personale dell’UNHCR e mediatori culturali proprio per fornire tutte le informazioni sulle possibilità, i diritti e i doveri, che hanno i migranti per ricevere accoglienza e muoversi nell’area Schengen in modo legale. A mio avviso, se si vogliono aiutare i migranti e la cittadinanza, è proficuo trovare degli strumenti per collaborare con quanto predisposto dalle Istituzioni, piuttosto che continuare a fomentare gli animi e organizzare azioni dimostrative quali quelle messe in atto finora.
Come ho già sottolineato in passato in più occasioni, con particolare riguardo ai minori non accompagnati, dei quali, dati dell’Europol alla mano, in 10mila nell’ultimo anno, si perdono le tracce sul suolo europeo, l’identificazione è una misura di sicurezza per il migrante stesso. Non è interpretabile unicamente come un mezzo per “sorvegliare e (eventualmente) punire” citando Foucault, è restituire un’identità e dare dignità a chi rischia di trovarsi nella situazione di non-persona e fantasma nel nostro territorio, facile preda della criminalità organizzata e non, di sfruttatori e delinquenti disposti a tutto, basti solo pensare ai passeur.
Al contempo, ripeto, non è tollerabile che si blocchino strade, come accaduto in primavera, o che si ripetano insediamenti abusivi ai Balzi Rossi, con precarie condizioni igienico-sanitarie.
Il rispetto dei diritti umani è tra le prime preoccupazioni del Partito Democratico, lo testimonia anche la visita del Sen. Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, a Ventimiglia, così come la tutela della pubblica sicurezza. Serve un’azione diversa da quella messa in atto finora dal Ministero dell’Interno, in grado di stemperare maggiormente la pressione cui è sottoposta la città in quanto al confine, ma soprattutto serve la collaborazione di tutti perché i diritti di tutti siano rispettati.
Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli