Basta sprechi: la campagna per non buttare il cibo

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In Italia, stando al rapporto Waste Watcher si gettano nella spazzatura derrate alimentari per 8,4 miliardi euro l’anno

Ci sono campagne che vanno sostenute e ci sono battaglie che vanno affrontate subito da parte dei media e della politica. Urgenze da mettere in agenda. Parlo, ad esempio, della campagna promossa da HuffPost per porre fine agli sprechi alimentari e contribuire così a combattere il flagello della fame nel mondo.

La campagna dal nome “Riconquista”, lanciata anche dall’edizione italiana, mira a riconquistare quanto è stato perso: l’amore per il cibo e il potere dei cittadini d’apportare un cambiamento concreto nella società. Che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato è risaputo: un terzo dell’intera produzione alimentare destinata al consumo finisce sprecata, mentre più di ottocento milioni di persone vanno a letto senza mangiare. Non passa giorno che Papa Francesco non ce lo ricordi. Ci sono persone, come Carlo Petrini, che ce lo vanno ripetendo come un mantra da decine di anni. Ora anche i miliardari-filantropi ne fanno motivo d’impegno civile. Solo negli Usa fino il 40 per cento del cibo resta non mangiato.

Motivi più che sufficienti per promuovere la campagna che è partita oggi. Collaborando con change.org, la piattaforma online, e con l’organizzazione che ha avviato la campagna, EndFoodWaste.org, HuffPost mira a raccogliere una quantità di firme sufficiente a convincere la grande catena statunitense Walmart a ri-innamorarsi della frutta e verdura “brutta”, cominciando così a esporla in tutti gli Stati Uniti. Ci sarà poi una seconda parte della campagna.

In Italia, stando al rapporto Waste Watcher si gettano nella spazzatura derrate alimentari per 8,4 miliardi euro l’anno. Il 13% degli sprechi riguarda la grande distribuzione, dove solo l’8% delle eccedenze sono donate.

E proprio per prevenire e contrastare lo spreco alimentare, un decreto legge, già approvato dalla Camera, è all’esame della commissione Agricoltura del Senato. Nelle settimane scorse è stato presentato un nuovo provvedimento che si aggiunge a quello già all’esame di palazzo Madama, che vede come prima firmataria la senatrice Laura Puppato. Il testo è stato sottoscritto da 30 senatori di vari gruppi parlamentari. Forse meriterebbe che i media italiani se ne facessero interpreti. A partire da l’Unità.

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