Basta con le parole. È il tempo di decidere

Immigrazione
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il Nobel per la Pace 2016 spetterebbe alle donne e agli uomini della Guardia Costiera italiana e della nostra Marina militare

Se quel premio contiene nel suo nome lo spirito del tempo, non c’è dubbio alcuno che il Nobel per la Pace 2016 spetterebbe alle donne e agli uomini della Guardia Costiera italiana e della nostra Marina militare. Il loro impegno generoso, straordinario nella sua ininterrotta quotidianità, , ha salvato la vita, dall’inizio dell’anno, ad oltre 33mila persone. Solo ieri nel Canale di Sicilia sono state salvati 4mila migranti. Persone, non numeri. Ognuna delle quali ha un volto, una storia, una speranza. E un diritto negato. Quello di essere accolti con umanità e dignità da una Europa impegnata invece a erigere muri e a blindare le proprie frontiere. L’Italia sa essere generosa. Lo dimostrano le richieste di adozione, le offerte di aiuto che sono arrivate da ogni parte del Paese, in questo davvero il Belpaese, per la piccola Favour, la bambina nigeriana di nove mesi che l’altro ieri è arrivata a Lampedusa dopo la morte della madre – incinta di un altro bambino – avvenuta durante la traversata nel Canale di Sicilia. L’altro ieri, la piccola Favour è stata accudita per tutto il giorno da Pietro Bartolo, responsabile del poliambulatorio dell’isola e protagonista del documentario di Gianfranco Rosi “Fuocoammare”: leggete il ritratto che di lui fa Daniela Amenta, per capire chi meriti davvero di essere considerato, senza retorica, un “eroe italiano”.

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