Bagheria: tutte quelle bugie che tolgono credibilità al M5S

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Dal punto di vista politico quello che si contesta al sindaco Cinque è di aver mentito davanti all’Italia intera sulla situazione della sanatoria edilizia

I fatti e le polemiche di questi giorni relative all’abusivismo edilizio del sindaco e della famiglia dell’assessore Tripoli a Bagheria mi spingono ad approfondire la questione. Lo farò cercando di essere obiettivo e critico, di spiegarmi con pacatezza e in maniera costruttiva e propositiva.

In primo luogo è doveroso dire che quello dell’abusivismo edilizio è un periodo storico che la nostra città ha attraversato. E’ innegabile, è avvenuto. Un periodo per il quale la maggiore colpa è certamente della politica, in particolare di quella politica che per troppo tempo ha ritardato l’affermazione di un moderno e completo piano regolatore generale.
Oggi tanti cittadini bagheresi hanno in corso di esame una pratica di sanatoria edilizia e la politica; chi amministra, dovrebbe trovare, nel rispetto delle normative, percorsi per stimolare lo smaltimento di tali pratiche e del notevole arretrato. Potenziare gli uffici, rinnovare procedure di collaborazione tra gli enti coinvolti, insomma mettersi dalla parte del cittadino così come a una buona amministrazione si richiede.
Andando nello specifico caso che riguarda i nostri amministratori, è utile ribadire che la loro principale colpa è quella di avere mentito rispetto a una loro posizione personale e familiare. Oggi le risultanze di un accesso ispettivo fatto da alcuni consiglieri comunali ci dicono che nessuna sanatoria è stata rilasciata per la casa dei familiari del sindaco Cinque, mentre per quella dei familiari dell’assessore è presente addirittura un diniego della pratica edilizia.
Andiamo alla questione politica. Non si contesta al sindaco di avere in corso di valutazione una sanatoria edilizia, bensì di avere affermato davanti all’Italia intera di avere già in tasca la sanatoria edilizia. Ha detto una bugia e ne un’altra quando ha cercato di tutelare e difendere la posizione del proprio assessore all’urbanistica, posizione che è al di fuori di ogni canone di opportunità.
L’architetto Tripoli, infatti, oltre a non avere detto la verità, incalzato da Le Iene, ha dichiarato che la sua famiglia non ha case abusive. Ha inoltre una posizione più grave, avendo ricevuto una lettera ufficiale di diniego della propria pratica edilizia, lettera che pone la sua situazione fuori dalla legge e che fa scoppiare un grande caso di opportunità politica ricoprendo lui il ruolo di assessore all’urbanistica, proprio il settore interessato.
Non è accettabile che due amministratori mentano sapendo di mentire, cerchino di giocare con l’intelligenza delle persone e dei tanti cittadini che proprio per la loro tanto decantata trasparenza hanno deciso di votarli. Opportunità politica, trasparenza, rispetto delle norme, codici etici e comportamentali rimangono solo belle parole, magari da usare in campagna elettorale, se poi non vengono praticati laddove sia necessario metterli in pratica. Lo richiede il rispetto per le istituzioni che pro tempore si è chiamati a ricoprire.
La nostra non vuole essere una posizione che mira a colpire le persone o che mette in rilievo quello che può capitare, cioè di avere una qualche pratica aperta con un ente pubblico, la nostra è una posizione che guarda alle responsabilità politiche e alla credibilità che chi guida una grande città come Bagheria dovrebbe mantenere in ogni sede.
Daniele Vella – segreteria provinciale Pd

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