Avvisi di garanzia

ControVerso
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O la smettiamo tutti di fare di ogni apertura di inchiesta una sorta di Armageddon oppure passiamo direttamente alle Procure il governo del Paese e delle città

Pizzarotti, Nogarin, il Sindaco di Lodi. Chi esce sconfitta da tutte queste storie è la politica. I provvedimenti della Magistratura , giusti o sbagliati che siano, dettano da ormai 25 anni l’agenda del dibattito fra le forze politiche. Questa volta tocca ai 5Stelle che cadono prigionieri di loro stessi. Delle regole assurde di un partito che pretende di essere “puro” ed è invece solo di proprietà di pochi e con regole oscure. Persino il partito di Berlusconi fa bella figura al confronto. Ma, detto questo, avvisi di garanzia, indagini e processi tengono banco e riempiono pagine di giornali e talk show.

Fino a quando? Fino a quando saremo completamente assuefatti, temo. Ora i casi sono due . O la smettiamo tutti di fare di ogni apertura di inchiesta, di ogni avviso di garanzia una sorta di Armageddon su cui scatenare un putiferio oppure passiamo direttamente alle Procure il governo del Paese e delle città. Avessi tempo, per la verità, darei u n’occhiata anche agli altri paesi europei per capire come sta la situazione. Che l’Italia sia afflitta da decenni da ampi fenomeni di corruzione è un dato certo. Ma che in altri Paesi si vada in galera per le gare sulla gestione di due piscine o si sia regolarmente indagati per “abuso d’atti di ufficio”, “ traffico di influenze” e altri reati indefiniti e onnicomprensivi ho qualche dubbio.

Anche la stampa potrebbe mettersi una mano sulla coscienza. Quella “seria” che discetta di garantismo e pubblica paginate di intercettazioni prive di ogni significato che non sia quello di soddisfare l’istinto “buco della serratura” che ciascuno di noi porta dentro. Mauro scrive su Repubblica sulla “delega ai magistrati” per la soluzione dei problemi. Dimenticando, dice, che la bandiera dell’onestà è “una condizione indispensabile, ma non sufficiente, in quanto rischia di ridurre la politica a una sola dimensione”.

Ancor più forte Padellaro, che nel suo nuovo libro , “ Il fatto personale” scrive, citando McLuhan : ”L’indignazione morale è una tecnica utilizzata per dotare l’idiota di dignità”. E aggiunge il primo Direttore del Fatto Quotidiano : “Mescolate il tutto, servitelo con la necessaria indignazione elevata fino all’acro coro di superiorità morale da dove guardare al resto dell’umanità e capirete perché quei giornali e quel giornalismo saranno comprati e letti sempre di meno, fino a esaurimento”. Chi sia l’idiota, anzi gli idioti, lascio a voi presumere e desumere.

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