Atleti che un po’ ci somigliano: ultimi ma (tanto) simpatici

ControVerso
Ultimi ritocchi e foto di volontari con cerchi olimpici, verso Rio 2016, 2 agosto 2016. ANSA / CIRO FUSCO

L’importante non è vincere ma partecipare

Anche se il vecchio detto decoubertiniano relativo ai giochi Olimpici, «l’importante non è vincere ma partecipare», appare oggi alquanto ipocrita, le Olimpiadi conservano un certo alone romantico, essenzialmente dovuto alla larghissima partecipazione, anche di Paesi poco competitivi e e di tanti sport, accessibili anche a chi non eccelle nello sport più ricchi.

Accanto ad atleti superdotati e con alle spalle sponsor e organizzazioni sportive – Bolt ha un contratto con lo sponsor per più di 10 milioni annui e di alcuni milioni per tutta la vita quando smetterà di gareggiare -, si possono vedere anche atleti spinti evidentemente dal puro gusto di partecipare, dato che vincere è per loro un sogno impossibile .

Cosi c’è il tuffatore filippino che atterra di schiena, esperienza capitata spesso a chi abbia sperimentato il trampolino elastico, il nuotatore etiope che arriva con 15 secondi di ritardo in una gara della durata di 50” e la strepitosa Tersa Almeida, portiere da 100 chili della pallamano dell’Angola.

Ci sono sport che esigono concentrazione, occhio e cervello, per esempio i tiri con il fucile e con l’arco, ma non necessariamente una perfetta forma fisica. Cosicché si vedono campioni con la pancetta. Tutte cose, insomma, che per un attimo ci portano a pensare: «Be’, forse avrei potuto provarci anche io».

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