Asterix, Kant e le onde gravitazionali

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Stelle di neutroni sono una sorgente di onde gravitazionali. ANSA/NASA ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Cento anni dopo, il lampo di genio di Einstein ha avuto la sua prova sperimentale

Asterix e i suoi amici erano molto preoccupati che il cielo cascasse sulle loro teste. Una volta stabilito che, almeno per quella notte, le stelle sarebbero rimaste ancorate alla volta celeste, continuavano in pace i loro banchetti a base di cinghiali. Kant prendeva le stelle come riferimento dell’indifferenza del mondo fisico (“le stelle sopra di me , la legge morale dentro di me”).

Sia Asterix che Kant, due filosofi, ciascuno a modo suo, alle fine pensavano che questo universo stellato, così lontano e indifferente, ci riguardasse relativamente. Immagino sia più o meno la reazione della maggior parte degli uomini contemporanei alla notizia che sono state sperimentalmente osservate e misurate le “onde gravitazionali”.

Prodotte dalla collisione / fusione di due giganteschi buchi neri, avvenuta 1 miliardo e mezzo di anni fa. Ma, se non vi emozionate per queste onde, che arrivano a noi da distanze e tempi remotissimi, credo sia difficile resistere allo stupore per il genio di un uomo di nome Albert Einstein che solo soletto, partendo dall’ufficio brevetti di Berna dove lavorava, è riuscito nel 1915, senza gli strumenti di indagine che abbiamo a disposizione oggi, a “vedere”, a “immaginare” o meglio a “dedurre” con la sola forza della sua mente un mondo invisibile, persino inimmaginabile.

Che cento anni dopo, un’ epoca geologica, ha avuto la sua prova sperimentale. Quel lampo di genio appare veramente come un gesto incommensurabile. Per noi comuni mortali semplicemente inspiegabile. Il mistero del genio e la forza della mente umana.

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