Assurdo che l’Inps chieda di attestare la sindrome di Down. Si applichi la riforma

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MILANO 24 Giu 2011 - SEDE INPS, IN VIA PIETRO MARTIRE D'ANGHIERA FERRARO  p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate - MILANO 2011-06-24 SEDE INPS, IN VIA PIETRO MARTIRE D'ANGHIERA SEDE INPS ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE,SISTEMA PENSIONISTICO ITALIANO,UFFICI PUBBLICI,PENSIONI - fotografo: Enrico Brandi / Fotogramma / Fotogramma

Un ragazzo con l’anomalia cromosomica è stato richiamato per l’ennesima volta dall’Istituto per un controllo, ma esiste un decreto approvato due anni fa che dovrebbe evitare controlli a chi è affetto da patologie irreversibili

Ieri, nella giornata più calda dell’anno, un ragazzo affetto dalla sindrome di Down è stato richiamato ancora una volta dagli uffici Inps di via Lenin per attestare la presenza dell’anomalia cromosomica.

A distanza di oltre due anni dall’approvazione del decreto 90 – con cui sono intervenuta per vietare in ogni caso che una volta accertata una patologia irreversibile si richiedano ulteriori controlli e documentazione a chi ne è affetto – è inammissibile che una legge resti sulla carta e che un ufficio pubblico violi un diritto di un cittadino. Accerteremo rapidamente l’accaduto, così come chiedo all’Inps di verificare sempre il corretto rispetto della normativa.

Riporto questo esempio per spiegare che per fare le riforme non basta approvare una legge. Perché una norma arrivi dalla Gazzetta Ufficiale alla vita delle persone occorre uno sforzo collettivo, dal ministro ai vertici delle amministrazioni locali, fino ai dirigenti. Senza l’impegno di ogni singolo responsabile una legge resta inattuata e i diritti del singolo sono negati.

Di seguito il testo della norma approvata due anni fa: “I soggetti per i quali è già stata accertata da parte degli uffici competenti una menomazione o una patologia stabilizzate o ingravescenti di cui al decreto del ministero dell’Economia e delle finanze 2 agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 225 del 27 settembre 2007, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide o da sindrome di Down, sono esclusi dalle visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante da parte degli uffici dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps). Il soggetto chiamato dall’Inps per la verifica sull’accertamento del suo stato invalidante effettua la verifica limitatamente alle situazioni incerte“. Art. 42-ter Decreto legge 90/2014 in vigore dal 25 giugno del 2014.

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