Assenteisti cronici

ControVerso
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Per molti il lavoro nella Pubblica Amministrazione è un non lavoro, una sinecura

Continuo a restare di sasso quando leggo dell’ennesimo blitz dei carabinieri che beccano assenteisti cronici nella Pubblica Amministrazione. Anzi, nemmeno assenteisti. Piuttosto impiegati, che dopo avere timbrato il loro bel cartellino se ne vanno a spasso o ad occuparsi dell’azienda di famiglia.

Truffatori, quindi, compresi vigili urbani che dovrebbero reprimere i reati. È evidente una cosa che in tanti sappiamo. Per molti il lavoro nella Pubblica Amministrazione è un non lavoro, una sinecura. Un modo per portare a casa uno stipendio sicuro e poi dedicarsi ad altro.

Come ben raccontato da Checco Zalone. Credo che per loro sia quasi offensivo ritenere che un posto pubblico significhi anche il dovere di lavorare. Ma il morivo dello stupore è anche un altro. In alcune situazioni il numero dei dipendenti virtuali, chiamiamoli così, è talmente alto che è impossibile non porsi almeno due domande. Primo. Come è possibile che nessuno, nessuno, dal Sindaco al Segretario al Dirigente se ne sia mai accorto ?

La risposta non può essere che una sola e si chiama omertà e complicità. Secondo. Ma se tutta questa gente se ne sta a casa regolarmente a che cosa servono tanti dipendenti? Che vorrei ricordare non sono pagati dall’Onu, ma dalle tasse dei cittadini italiani. Leggo che il Sindaco adesso si lamenta perché la sospensione dal servizio dei truffatori impedisce il funzionamento del Comune. E prima come faceva?

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