Ascoltiamo di più i cittadini, non solo sotto elezioni

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Attesa al banchetto del PD "Italia coraggio!" per la visita del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Rignano sull'Arno (Firenze), suo paese natale, 05 dicembre 2015.
ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/TIBERIO BARCHIELLI
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Circoli chiusi al confronto e temi obsoleti sono problemi che esistono da tempo, ma si aggravano sempre più

Chi vi scrive è un iscritto e dirigente di sezione. I problemi riscontrati sono sempre gli stessi, che aumentano in anni e anni di mala gestione (sono a Roma quindi potete immaginare la situazione): circoli e non solo (il che è anche peggio) in mano alle correnti, chiusi ed autoreferenziali con segretari che accentrano, mancanza di giovani esclusi i Gd, temi obsoleti, mancanza di una progettualità e assenza sul territorio.

Mediamente oggi le attività sono autoreferenziali, propri di una politica che parla solo a se stessa. Il cittadino che si avvicina (lì dove accade) è comunque sempre un nostro iscritto, simpatizzante od elettore, ma non si riesce ad attrarre.

Ecco allora un po’ di proposte: uscire dal sistema correnti come solo strumento di premio e di coinvolgimento; cercare di portare temi e progetti innovativi, in maniera continuativa e non solo quindi nel periodo elettorale; uscire più spesso sul territorio, ascoltando le persone più che dare volantini e farlo in maniera più continuativa rispetto al solo periodo elettorale; aprirsi verso il mondo del volontariato e dell’associazionismo; non dare incarichi interni, specie di segretario, per “abbonire trombati” e mettere un limite anagrafico per incarichi sopra i 50 anni; dare più forza al singolo iscritto nel dibattito.

 

LA NOSTRA CAMPAGNA D’ASCOLTO – Come dovrebbero cambiare i circoli del Pd? A voi la parola

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