Apriamo i circoli a idee “visionarie”

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La linea del partito non può essere il punto di partenza di ogni discussione. Serve il contributo di esperti, anche con opinioni differenti

Secondo me i circoli dovrebbero dare più spazio all’organizzazione di eventi politico culturali aperti e di interesse anche per i non militanti. Sono gli argomenti, le idee che dovrebbero fare da collante. E devono essere argomenti e idee su cui discutere apertamente e liberamente senza sposare a priori una linea del partito.

Occorre dare spazio a posizioni anche “visionarie”. Non possiamo sempre e comunque ragionare solo sull’esistente o per sistemare l’esistente. Bisogna partire dicendo: “cambiamo”. Ma la classe dirigente del Pd è pronta? Lo vuole? Se devo entrare in un circolino per ascoltare solo e sempre la linea del partito, o dare un contributo solo in funzione di quello, non c’è appeal. Per esempio c’è appeal se invece dei soliti esponenti di partito si invitano a questi incontri dei tecnici o esperti sull’argomento in questione, magari più di uno e con posizioni differenti. E da lì poi si discute insieme.

Inoltre, bisogna avere degli obiettivi comuni e concreti da raggiungere. Che non siano l’organizzazione della festa dell’Unità. Che cosa la facciamo a fare se non ci sono più i contenuti? Risparmiamo e puntiamo su altre cose. Tipo: ogni circolo chieda ai cittadini cosa a loro avviso ci sarebbe da fare. E intanto si cerca di realizzare qualcosa per il territorio. Mi vengono in mente campagne educative sulle nuove norme approvate, lavori di squadra per obiettivi più legati al territorio, campagne mirate di sensibilizzazione sugli argomenti più svariati.

È chiaro che poi, decisi i contenuti, dalla base questi devono essere portati come oggetto di discussione dai rappresentanti del Pd nelle sedi istituzionali opportune.

 

LA NOSTRA CAMPAGNA D’ASCOLTO – Come dovrebbero cambiare i circoli del Pd? A voi la parola

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