Apple a Napoli, come trasformare una periferia del Sud in hub culturale

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Applicazioni sul display di un Iphone, Napoli, 3  marzo 2012. "Un miliardo di grazie 25 volte ancora". Con questo messaggio l'App Store, il negozio online della Apple ha annunciato il raggiungimento dei 25 miliardi di applicazioni scaricate.  ANSA/CESARE ABBATE

Nei luoghi ideali del possibile riscatto del Mezzogiorno ci sono già oggi le migliori condizioni per fare in modo che tutto questo non diventi l’ennesima occasione persa

C’è una bella differenza tra predicare l’innovazione e praticarla. Così come c’è una bella differenza tra annunciare rivoluzioni e realizzarle.

Nei tempi e nei luoghi della modernità, in cui tutto si può dire – tanto l’indomani sarà già dimenticato – e poco si fa – tanto ci sarà sempre un nuovo annuncio e una nuova bufala da far diventare virale – diventa ancora più forte la notizia dell’apertura della prima iOS Developer Academy europea, in Italia. Al Sud. A Napoli. A San Giovanni a Teduccio, quartiere periferico di quella Napoli che di promesse e rivoluzioni mancate ne ha piene le tasche.

Bene il governo che ci ha creduto e ha lavorato per realizzare questo obiettivo: una valida risposta per chi sostiene che Matteo Renzi non abbia a cuore il Sud e la sua gente. Ottimo il lavoro di chi, anche sul territorio, ha seguito le fasi preliminari, dimostrando competenze e capacità. Il Sud che finalmente diventa luogo di innovazione e generatore di futuro, a partire dall’investimento forte nei saperi e nella formazione.

Per chi vive a Sud e per chi ha a cuore questa geografia, sapere che le periferie delle nostre città, così tanto citate ma mai analizzate davvero nelle tante analisi del voto, possano trasformarsi in hub culturali dove il capitale umano e il talento possono realizzarsi completamente è una bella notizia, un fatto che farà la storia. Una storia che può cambiare il destino segnato dalla stessa geografia, in meglio, e che deve stimolare un continuo miglioramento.

Nei luoghi ideali del possibile riscatto del Mezzogiorno, a partire da Matera prossima capitale europea della cultura, ci sono già oggi le migliori condizioni per fare in modo che tutto questo bellissimo futuro non diventi l’ennesima occasione persa. Le classi dirigenti, gli intellettuali, chi fa informazione, i creativi, chi educa e cresce ragazzi, hanno oggi davanti un nuovo cammino: scolpire nella memoria il passato e modellare il tempo che verrà e che ci aspetta nel miglior modo possibile. Senza più tentennamenti, senza più rinvii, senza più nessuna esitazione. La rinascita del Sud, la sua nuova narrazione, il suo nuovo modo di presentarsi al mondo come posto in cui fare business nella legalità e vivere in un contesto di rara bellezza passa esattamente da questa traiettoria.

Ecco la missione, allora: far diventare il Sud lo stupor mundi, come Federico II che ha segnato la storia con il suo essere illuminato e visionario. Che questa nuova pagina di storia si apra proprio nell’Università a lui dedicata è uno straordinario incrocio di destini che rende ancora più suggestiva e simbolica questa vicenda.

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