Anselmi, l’esempio di questa Donna d’Italia

Politica
Tina Anselmi in una foto d'archvio. ANSA/

I giovani hanno molto da imparare dalla sua biografia

La morte di Tina Anselmi è una perdita grave per il nostro Paese.

Ci lascia una Donna della Repubblica, partigiana, madre costituente, sindacalista, protagonista della vita politica italiana per decenni, capace e appassionata, tenace e preparata al punto da aver rotto gli argini di una politica troppo a lungo declinata solo al maschile in alcuni ruoli, ed essere diventata la prima donna Ministra della storia d’Italia.

E’ una morte che arriva nell’anno in cui festeggiamo i 70 anni dal voto alle donne e ricordiamo spesso, nelle celebrazioni, il contributo, non abbastanza valorizzato, che queste seppero dare alla nascita della nostra democrazia, al suo consolidamento, alla scrittura della Costituzione, alle battaglie di civiltà, a quelle per i diritti e l’uguaglianza.

Tina Anselmi fu protagonista in prima linea di questi settanta anni, dalla scelta di diventare partigiana col nome di “Gabriella”, fino alla Costituente e poi con delicati incarichi politici, dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, a quello della Sanità, fino alla commissione parlamentare sulla P2, che guidò con coraggio e autorevolezza.

La passione civile ha, quindi, segnato tutta la sua vita, guidandola e alimentandola di energia fino a raggiungere ruoli di assoluto prestigio che, grazie a lei, hanno aperto le porte anche alle donne.

Questa perdita grave, di una persona persona integerrima e piena di straordinaria dedizione e umanità, dedita al bene comune, un’istituzione pulita e sempre a testa alta nello svolgere il proprio dovere “fedele alla Costituzione” e “nell’interesse supremo della Nazione”, come ebbe a dire giurando in occasione della nomina a Ministra, va da domani compensata con l’impegno di ognuna e ognuno di noi, ma non solo.

Dobbiamo cercare di trasmettere alle nuove generazioni la sua stessa passione, facendo della sua storia un esempio da far conoscere alle ragazze e ai ragazzi più giovani perché riempiano il vuoto che lascia Anselmi, quello del suo impegno per gli altri, la passione per la democrazia, la difesa dei cittadini e l’attenzione al sociale, con il loro.

Credo che questo sarebbe il modo migliore per salutare questa Donna d’Italia, ringraziandola per il grande esempio che ci ha dato, di cui lascia a noi il ricordo e la responsabilità di trasmetterlo alle nuove generazioni.

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