Amatrice, la grande occasione per una svolta nella cultura del territorio

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A Napoli da oggi il Congresso della Società geologica Italiana

All’indomani del terremoto di Amatrice e del suo carico di dolore, possiamo dire che questo ennesimo evento tragico potrebbe finalmente portare ad una svolta positiva nella cultura del territorio di questo paese.

Quello che è emerso è che il paese potenzialmente ha i numeri per affrontare correttamente questi eventi. Da italici abituati a piangerci addosso, abbiamo appreso che la rete di sorveglianza sismica dell’INGV consente una caratterizzazione precisa del fenomeno in poche ore, che la nostra Protezione Civile si muove con competenza e prontezza, che gruppi di geologi hanno lasciato le loro aule ed i loro laboratori per andare ad interpretare i segni lasciati dalle faglie che da tempo tenevano sotto osservazione.

Insomma, se il terremoto dell’Irpinia del 1980 ha rappresentato la scossa che servì all’Italia per imboccare la strada di una moderna prevenzione, il terremoto di Amatrice potrebbe rappresentare la raggiunta maturità di questo processo. 

Bisogna naturalmente essere coscienti che si tratta di una strada che prevede necessariamente tempi lunghi e una grande capacità di collaborazione tra professionalità molto diverse. E che non può portare domattina al “rischio zero”. Viviamo in un paese che è un concentrato di rischi geologici, per troppo tempo sottovalutati (chi scrive vive all’ombra del Vesuvio!): con questi rischi dobbiamo convivere, imparando a fronteggiarli in maniera sempre più efficace. Ma questo implica una  visione sistemica, capace di mettere insieme conoscenze e competenze diverse. Il fatto che finalmente la politica parli di progetti di lunga durata e che si apra alle consultazioni con soggetti scientifici e professionali numerosi è un ottimo segno.

Per quanto riguarda la parte che spetta ai geologi, è stato più volte sottolineato in questi giorni come il contributo di conoscenza dettagliata del territorio, attraverso la cartografia geologica, lo studio delle faglie sismogenetiche e la microzonazione sismica,  sia l’elemento fondamentale sul quale basare una corretta pianificazione. Ma i compiti complessi che ci aspettano impongono anche di migliorare la capacità di interazione tra categorie scientifiche e professionali diverse, come geologi, ingegneri ed architetti ma anche sociologi e giuristi.

Da questo punto di vista bisogna dire che da un lato i geologi devono migliorare la loro capacità di comunicazione e di trasferimento delle loro conoscenze. Ma dall’altro questo paese deve ripensare le basi di cultura generale fornite dalla nostra Scuola: da troppi anni le Scienze della Terra, e finanche la Geografia, scompaiono progressivamente dai programmi ministeriali, contribuendo a formare dei cittadini e degli amministratori ai quali mancheranno elementi essenziali per vivere e decidere in uno dei territori più pericolosi e fragili del mondo.

Questi temi saranno al centro di diversi dibattiti nel Congresso della Società Geologica Italiana, appena iniziato a Napoli e organizzato dal Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II.

Oggi pomeriggio una sessione sarà dedicata al progetto Piano Lauree Scientifiche, finanziato dal Ministero dell’Università, che ha l’obiettivo di promuovere le conoscenze di Scienze della Terra nelle scuole superiori. Sempre oggi, alle 20, ci sarà una Sessione speciale, presieduta dal geologo Carlo Doglioni, presidente dell’INGV, nella quale saranno presentati i primi risultati scientifici sul terremoto di Amatrice.

Infine, nella giornata conclusiva di venerdì ci sarà un tavolo di confronto tra tre giornalisti, tre scienziati partecipanti al Congresso ed il Presidente della Commissione Nazionale Grandi Rischi, sul tema del rapporto tra conoscenza scientifica e governo dei rischi naturali. Questa sarà preceduta da una conferenza del geologo britannico Iain Stewart, protagonista di numerosi programmi di divulgazione scientifica della BBC, sull’ importanza di comunicare in maniera efficace le conoscenze geologiche al pubblico.

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