Ama, i silenzi della sindaca Raggi

Roma
ANSA/ANGELO CARCONI

La sindaca Raggi ha preferito l’individuazione delle responsabilità passate, piuttosto che dire con chiarezza cosa vuole fare lei. In che tempi, con quali soldi e con quale Ama.

L’intervento della sindaca Raggi in Consiglio comunale sull’emergenza rifiuti a Roma non convince perché non affronta i problemi. Stupisce la mancanza di un’analisi lucida e chiara della situazione (pochissimi i dati presentati e confusi) e l’assenza di una strategia. La sindaca ha dedicato più di quattro quinti del suo intervento alla ricostruzione storica della gestione dei rifiuti urbani a Roma dal dopoguerra ad oggi. Tutte cose note. I romani sanno benissimo che i 5 Stelle non hanno mai governato Roma quindi, quanto è accaduto fino ad ora non può essere imputato a questa forza politica. Perché allora dedicare tanto tempo al passato se non per una polemica sterile? Si aspettava invece concretezza e un progetto da parte di chi si è candidato al governo della città per cambiare lo stato di cose attuali e c’era molta attesa per uno dei temi più caldi. Ma Raggi ha preferito l’individuazione delle responsabilità passate, piuttosto che dire con chiarezza cosa vuole fare lei. In che tempi, con quali soldi e con quale Ama.

Colpisce la pochezza dei dati: quanti rifiuti produce Roma, quanta raccolta differenziata si fa e quanto si ricicla. Quanti rifiuti indifferenziati si producono e dove finiscono esattamente e a quale prezzo. Nessun dato. Non ha detto quanto «costa» Ama e quanto costa la Tari ai romani. Nessun dato. Sarebbe stato utile un confronto con altre capitali europee. Invece niente. Eppure, l’assessora Muraro dovrebbe conoscere bene la realtà. La proposta poi non c’è. Raggi elenca una decina di punti da realizzare, tutti già previsti dagli attuali piani di Ama. A risentire il suo intervento sembra che lei pensi davvero che il gigantesco problema della città di 3.5 milioni di abitanti che produce 2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani all’anno, si risolva con qualche ecodistretto, il potenziamento della raccolta di carta e ingombranti, le compostiere di quartiere. Quel che stupisce è che dal suo discorso emerge come «modello» che i 5 Stelle hanno in testa per Roma con la strategia dei «tmb» per portare rifiuti trattati in termovalorizzatori e discariche del Lazio, d’Italia e nel mondo. Questo pasticcio «si merita», la capitale d’Italia?

Siamo ancora alle illusioni ottiche e agli escamotage che lasciano l’emergenza perenne. Non ci sono stati riferimenti a soluzioni strutturali, ad un impianto di recupero energetico gestito in forma pubblica (come in tutte le capitali europee), ad obiettivi credibili di raccolta differenziata e riciclaggio, alle filiere industriali di riciclaggio da migliorare o attivare per superare un modello in effetti poco trasparente e funzionale. Nulla nemmeno su Ama, sul suo contratto di servizio e il suo Piano economico finanziario, sulle sue inefficienze, i suoi costi, il nuovo management. Si mantiene l’affidamento diretto in house? Si fa una gara? A quali costi ? Sa la sindaca quanto è fuori mercato Ama oggi? Pensa di abbassare la Tari? E come? E il nuovo management di Ama dopo l’uscita di Fortini? Nessuna indicazione.

L’unica proposta è di un «tavolo» con Regione, Governo e Anac. Ma con quali proposte lei si siederà al tavolo? Insomma solo una coda di campagna elettorale, mentre Roma ha sempre più bisogno di un governo, proprio per la mancanza di decisioni assunte negli scorsi anni. La sensazione è della continuità con il passato, con soluzioni pasticciate e foriere di crisi continue e poca trasparenza. Soprattutto manca una scelta di responsabilità dopo anni di irresponsabilità (una discarica privata prima e la diaspora di rifiuti in giro per il mondo poi). La vera strategia è smettere di dipendere da altri e assumersi oneri e onori di un sistema industriale proprio, capace anche di generare ricchezza per la città, di promuovere sviluppo industriale a partire anche dall’utilizzo delle competenze di Acea, oltre che dei tecnici di Ama, e sfruttando l’occasione delle Olimpiadi.

Vedi anche

Altri articoli