Al Fatto piace il Giurista che parla di Libia senza conoscere le cose

Il Fattone
guerra-libia

Il professor Pace trasecola di fronte alle notizie sulla Libia

Alessandro Pace, professore emerito di Diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, tra i fondatori dell’Associazione italiana dei costituzionalisti, di cui è stato segretario e presidente, direttore della prestigiosa rivista “Giurisprudenza costituzionale”, nonché “autore – leggiamo nella sua biografia ufficiale – di oltre 300 pubblicazioni in materia di teoria della Costituzione, di diritti fondamentali, di comunicazioni di massa, di fonti del diritto, di giustizia costituzionale, di diritto parlamentare e di diritto costituzionale dell’economia”, non ha idea di che cosa parla.

Intervistato dal Fatto sull’eventuale intervento militare italiano in Libia, il professor Pace annaspa come uno studente del primo anno e, ahinoi, ammette candidamente di non leggere neppure il Corriere della Sera.

“Le operazioni delle unità speciali – spiega paziente l’intervistatore, riportando la notizia apparsa appunto sul Corriere – saranno dirette dai servizi segreti”. “Dice davvero?”, sgrana gli occhi il professor Pace. E subito aggiunge, turbato come certe signore al tè delle cinque: “Mi dà una notizia che non conoscevo. Trasecolo”.

Il giornalista insiste, non si capacita che il professor Pace ignori l’argomento dell’intervista, si arma di santa pazienza e riprende la lettura del Corriere: “Il decreto del presidente del Consiglio del 10 febbraio specifica che…”. Niente, il professor Pace si guarda intorno sbalordito, scava nella memoria ma non trova nulla, allibisce e infine s’arrende: “Faccio fatica a credere a quello che dice. E’ una pazzia. E’ impossibile che siano i servizi segreti a guidare le operazioni”.

E’ un bel guaio: il professore non conosce l’oggetto dell’intervista. Non si è preparato. Avrà senz’altro letto la Costituzione, ma si è dimenticato di leggere i giornali.

O meglio: li legge, ma in ritardo. E così, per recuperare, si butta sulla riforma del Senato, di cui effettivamente i giornali hanno parlato nei mesi scorsi e che miracolosamente non è sfuggita al professor Pace: in “questa orrenda riforma costituzionale – spiega – la deliberazione sullo stato di guerra spetta soltanto alla Camera dei deputati, mentre avrebbe dovuto essere bicamerale”.

Professore, sveglia: la riforma del Senato ha per l’appunto come oggetto il superamento del bicameralismo perfetto.

Vedi anche

Altri articoli