Gli organizzatori hanno un bel problema alla loro destra (estrema)

Family Day
Un momento della manifestazione di Forza Nuova a Firenze, 17 ottobre 2015.
ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

Gruppi e associazioni di estrema destra parteciperanno al raduno di sabato prossimo a Roma

A poche ore dalla kermesse del Circo Massimo, gli organizzatori del Family day si sono trovati fra le mani una bella gatta da pelare: gruppi e associazioni di estrema destra, da Casa Pound a Forza Nuova, hanno infatti aderito convinti al raduno indetto per sabato prossimo a Roma. Non è del resto la prima volta che accade, già in occasione di precedenti edizioni della manifestazione fra i partecipanti si contavano anche i militanti della destra radicale. Ma questa è solo una parte del problema, quella che fa più scalpore. Infatti secondo quanto ha reso noto uno dei gruppi integralisti che prenderanno parte all’evento del 30 gennaio, l’associazione “Pro Vita”, presieduta da Toni Brandi, al Family day ha dato la propria adesione anche Alexey Komov, rappresentante della Commissione sulla famiglia del Patriarcato ortodosso di Mosca nonché rappresentante in Russia del World Congress of families, potente lobby con base negli Stati Uniti, di ispirazione integralista impegnata sui temi della famiglia e soprattutto nell’ostacolare il matrimonio omosessuale e il riconoscimento dei diritti dei gay nel mondo.

Ma andiamo con ordine. Massimo Gandolfini, presidente del Comitato “Difendiamo i nostri figli”, promotore del Family day, di fronte all’adesione convinta dell’estrema destra xenofoba, ha risposto con un certo imbarazzo e ha spiegato come le adesioni di questi gruppi non sono ufficialmente arrivate al comitato, e che in ogni caso la loro presenza non è gradita al Circo Massimo, quindi ha preso le distanze da “modalità d’azione ed espressione” non condivisibli. Tuttavia Casa Pound e Forza Nuova non hanno preso molto sul serio la replica di Gandolfini; il Segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha replicato a sua volta in questi termini: “Partendo dal presupposto che nessuno può parlare a nome di un milione e mezzo di persone, mi preme ricordare che Forza Nuova ha sempre partecipato a queste iniziative, senza alcuna riserva, ed anche per sabato prossimo ha tutte le carte in regola”. “Parteciperemo al Family Day – ha aggiunto – con le nostre famiglie ed i nostri bambini, fermamente convinti di poter supportare così la struttura fondante della nostra società. Non é più tempo di ‘pax democristiana’ ma di grande collaborazione tra tutti”. Per altro diverse sedi locali dell’organizzazione sono impegnate in prima linea contro il disegno sulle unioni civili fra poco in discussione al Senato.

A sua volta Casa Pound aveva fatto sapere: “Al di là di ogni ipoteca religiosa, tale battaglia va concepita come una battaglia della nazione contro la fazione, dell’interesse generale contro il lobbismo delle minoranze organizzate”. Insomma per la nazione e la famiglia. Su questa linea si muovono anche organizzazioni integraliste reazionarie, non nuove per altro, come il movimento Tradizione Famiglia Proprietà (TFP), nata in America latina negli anni ’60 e diffuso in tutto il mondo, una storia fra fede e politica di marca ultratradizionalista, in passato a sostegno della giunte militari sudamericane. “Pro Vita” ne diffonde il verbo in materia di “omosessualismo” sul suo sito internet: “Mentre il comunismo – si afferma in un testo di TFP – propugnava lo scontro sociale e politico, la rivoluzione culturale intende avanzare in modo ‘ludico’, cioè allegro e spensierato. Non si fanno più barricate, scioperi e sparatorie. Si organizzano Gay Pride e happening carnevaleschi. Il carattere festoso delle manifestazioni omosessualiste, però, non ci deve far dimenticare la loro essenza, radicalmente immorale e rivoluzionaria, cioè in rivolta contro la legge divina e naturale, e tendente alla distruzione di qualsiasi ordine fondato su di essa”.

Un linguaggio imbevuto di odio ideologico e di disprezzo verso le persone che serpeggia, con toni più virulenti o moderati a seconda dei casi, su tante pubblicazioni e siti web promossi da frange di cattolicesimo identitario, preconciliare, dai toni a volte lefebvriani, o più semplicemente oscurantista. Non è tutto qui, certo, il Family day, eppure questa galassia preme alle porte, entra nella piazza e nel migliore dei casi, come per il gruppo “Cristianità”, dice semplicemente no alle unioni omosessuali di Renzi, insomma altro che mediazioni.

Spostiamoci ora sul coté internazionale della questione accennato all’inizio. L’adesione di Alexey Komov rivendicata da “Pro Vita”, con tanto di comunicato e di dichiarazioni dell’interessato, ha un significato importante: mette in evidenza infatti come intorno al Family day italiano sia in atto una mobilitazione politica e culturale di livello ampio, per altro in linea con i processi di globalizzazione anche nel dibattito pubblico, che ha echi e ricadute internazionali. Si pensi, per capire il clima nel quale ci si muove, che il capo della Chiesa ortodossa di Mosca Kirill, ha dichiarato di recente in una lunga intervista diffusa anche dai canali ufficiali del patriarcato, che il successo dell’Isis è dovuto certamente a tecniche manipolatorie messe in atto dai militanti del gruppo fondamentalista, comprese droga e denaro, ma ha pure un’altra origine insospettabile. L’Occidente, ha sottolineato il patriarca, è ormai in preda a una deriva di radicalismo laico di cui le sfilate in favore dei diritti “delle minoranze sessuali” sono un segno tangibile. Per questo l’Isis, cioè uno Stato fondato sulla legge di Dio, per quanto siano orrende le sue azioni, risponde a un’esigenza reale di fronte a un mondo incamminato a vivere al di fuori della legge divina, così la Chiesa, per lo meno quella immaginata da Kirill, combattendo la civiltà senza Dio contribuisce a sconfiggere il terrorismo. Tesi alquanto azzardata. Infine va ricordato che Komov è anche amico della Lega nord, fu invitato al Congresso del 2013, quello che incoronò Matteo Salvini.

Il legame con il World Families Congress, poi, non è secondario. L’organizzazione è infatti parte dell’arcipelago fondamentalismo cattolico e cristiano d’Oltreoceano, la sua azione è pubblica e nota, e in sintonia con esso si muovono personaggio quali il cardinale Raymond Leo Burke; americano, quest’ultimo, con un ruolo ormai minore nella Curia vaticana (è stato emarginato da Bergoglio), esponente di punta però della corrente più conservatrice e oltranzista che nella Chiesa cattolica si oppone a papa Francesco e ai suoi collaboratori. Burke, Komov, e diverse altre organizzazioni cattoliche e non di estrema destra, d’altro canto, le ritroviamo con parole d’ordine simili, nelle varie “marce per la vita” svoltesi in Italia negli ultimi anni, a maggio, con l’intento di scimmiottare – con minor successo evidentemente – il movimento pro-life americano, quello dell’integralismo antiabortista che ha usato spesso toni estremistici ispirando in alcuni casi azioni violente di tipo terroristico.

Un quadro fosco, certo, ma purtroppo certamente realistico; d’altro canto se è vero che diversi vescovi italiani hanno invitato i propri fedeli a prendere parte alla manifestazione, assecondando però in diversi casi una partecipazione “per”, a favore della famiglia, piuttosto che “contro”, altri hanno preferito non esprimersi, mentre molte organizzazioni come i Focolari, Sant’Egidio, Azione Cattolica, per citarne solo alcune hanno deciso di non aderire.

 

 

(Foto Ansa. Un momento della manifestazione di Forza Nuova a Firenze, 17 ottobre 2015)

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