Aiutiamoli a casa loro? Dalla Lega solo parole, in Parlamento è assente

Immigrazione

La Lega Nord, tanto brava nell’urlare slogan e far leva sulla paura, poi, quando si tratta di lavorare concretamente su strategie e politiche di prevenzione e cooperazione, è clamorosamente assente

Lunedì in Aula abbiamo discusso una mozione di maggioranza attraverso la quale vogliamo rafforzare il nostro lavoro di cooperazione allo sviluppo con i Paesi dell’area africana al fine, anche, di prevenire le migrazioni forzate verso l’Europa. La Lega Nord, tanto brava nell’urlare slogan e far leva sulla paura, poi, quando si tratta di lavorare concretamente su strategie e politiche di prevenzione e cooperazione, è clamorosamente assente. Ieri infatti, in Parlamento c’era un imbarazzante vuoto tra i banchi dei leghisti; come sempre da Matteo Salvini zero proposte, zero presenze e molta propaganda.

Ma noi sappiamo che l’immigrazione dall’Africa non può essere considerata come un fenomeno transitorio,altresì costituisce, ormai da tempo, un fenomeno strutturale che interessa il nostro Paese.  Per tale ragione occorre lavorare in modo organico ad una politica finalizzata al miglioramento reale delle condizioni di vita nei Paesi africani, paesi dai quali, come sappiamo, hanno origine i flussi migratori che coinvolgono fortemente il nostro Paese.

Grazie al lavoro di questi ultimi due anni e alle pressioni del nostro premier Matteo Renzi e del Governo italiano sull’Unione Europea, sono stati realizzati numerosi interventi per monitorare e bloccare i flussi migratori illegali dall’Africa all’Europa; la nostra lotta agli scafisti e ai trafficanti d’uomini è stata senza tregua e ha consegnato alla giustizia 1002 criminali.

Anche sul fronte della distribuzione dei rifugiati tra i diversi Paesi dell’Unione europea l’Italia si è ritagliata un ruolo da protagonista. C’è ancora molto da fare in questo senso ma abbiamo tracciato un percorso dal quale non possiamo più tornare indietro. L’Africa, come noto, possiede enormi risorse naturali ed umane, che ne fanno il bacino di sviluppo potenzialmente più grande dell’intero pianeta. È allo sviluppo di questo incredibile bacino che noi dobbiamo lavorare se vogliamo evitare altre e future crisi del continente che poi, inevitabilmente, si ripercuotono sull’Italia attraverso il fenomeno delle migrazioni.

Una buona notizia giunge anche dalla legge di stabilità dove crescono i fondi per la cooperazione internazionale, soprattutto verso l’ Africa, come promesso dal Presidente Renzi alla conferenza di Addis Abeba e all’Assemblea generale dell’Onu dove ha portato la nostra voce, parlando  “a nome di un popolo generoso e responsabile che si impegna nel salvataggio di migliaia di fratelli e sorelle nel cuore del Mediterraneo”.

Lo stanziamento di 121 milioni in più nel 2016, passando da 297 milioni a 418, salirà a 260 milioni in più nel 2017, e permetterà all’Italia di proseguire nel cammino verso il raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del Pil. Siamo sulla strada che porterà l’Italia, nel 2017, ad essere il quarto donatore in seno al G7 quanto a percentuale di PIL destinata all’aiuto internazionale allo sviluppo!

Per inciso, va detto, che questo è il solo modo concreto di “aiutarli a casa loro”, come certi populisti da salotto televisivo sono soliti urlare. Così, attraverso una cooperazione efficace, trasparente e concreta possiamo aiutare il continente africano a sanare le fratture politiche e i conflitti che la lacerano e che, come ben sappiamo, costringono molti uomini, donne e bambini a lasciare il proprio paese per trovare fortuna al di là del Mediterraneo, spesso con esiti catastrofici.

È proprio perché i nostri occhi non possono più sostenere la visione dei morti sulle sponde del Mediterraneo né vogliono più portarne il peso che, attraverso questa mozione di maggioranza, impegneremo l’esecutivo ad elaborare una strategia specificatamente volta allo sviluppo e al co-sviluppo dei Paesi africani. Una strategia che tenga assieme, con intelligenza, gli aspetti relativi allo sviluppo economico, le relazioni commerciali, il necessario superamento dei conflitti, le migrazioni, e la rete di relazioni internazionali.

Siamo certi che questa sia la sola strada percorribile, che ci vedrà lavorare insieme alle ONG e le aziende presenti sul territorio africano, di concerto con l’Unione africana per promuovere nel continente africano la democrazia, la pace e la giustizia; un futuro migliore in Europa ha radici lontane, che affondano anche in terra africana.

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