Agroalimentare, l’oro del sud

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L’agroalimentare è una delle risorse più importanti per questa parte d’Italia ma ha margini di crescita enormi e potenziale inespresso

Investire nel settore agroalimentare del Mezzogiorno è strategico per la crescita del Paese. Più della metà delle industrie alimentari che sono protagoniste del successo del Made in Italy nel mondo lavora nelle Regioni del Sud. In questi territori ci sono oltre il 60% delle aziende agricole e 400mila lavoratori, cresciuti del 4,4% nel 2014.

L’agroalimentare è una delle risorse più importanti per questa parte d’Italia ma ha margini di crescita enormi e un potenziale inespresso per via di freni che da troppi anni bloccano la crescita e che vanno rimossi. C’è bisogno ora di un disegno strategico per lo sviluppo ed abbiamo pensato ad alcune azioni centrali. Partendo da tre interventi infrastrutturali su gestione delle acque, banda larga e logistica. Intervenendo su 5 filiere fondamentali come olio, vino, ortofrutta, grano/pasta e zootecnia. Un lavoro coordinato che punta a superare quei gap che impediscono un vero salto di qualità a partire dalla mancanza di vera aggregazione tra i produttori e dal necessario ricambio generazionale.

Serve anche un cambio di passo delle regioni a partire dall’impiego di 1 miliardo di euro di fondi europei della vecchia programmazione 2007-2013 che vanno spesi entro il prossimo dicembre. Partiamo da qui, evitiamo lo spreco e torniamo a investire.

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