Adozioni, occupiamoci prima dei bambini che già ci sono

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Uno dei 31 bambini congolesi adottati da genitori italiani in volo sull'aereo che li porterà  in Italia dall'aeroporto di Kinshasa in Congo, 28 maggio 2014.
ANSA/Tiberio Barchielli-Filippo Attili- PALAZZO CHIGI - EDITORIAL USE ONLY

Rendiamo più semplici le procedure ed estendiamo il diritto ad adottare anche a gay e single. Poi norme più severe contro l’utero in affitto

In Italia migliaia di bambini vivono in orfanotrofio o in strutture speciali dedicate perché hanno perso i genitori, perché sono stati abbandonati o perché sono vittime di una difficile situazione all’interno delle mura domestiche.

È arrivato il momento di fare la felicità di questi bambini attraverso una legge che semplifichi le pratiche di adozione. Adozioni più facili quindi per le coppie eterosessuali ed estensione della possibilità di adozione anche a coppie omosessuali e a persone single. Queste sono le “adozioni gay, etero e dei single” di cui noi oggi abbiamo bisogno.

Un orfanotrofio, una comunità o struttura dedicata sono fondamentali ma non potranno mai sostituire l’amore di uno o due genitori con cui si cresce e si passa gran parte del tempo in età infantile e non solo.

Poi verrà il tempo di parlare di “maternità surrogata “o “utero in affitto”: pratica aberrante se avviene attraverso scambio di denaro e che necessita, a mio avviso, di un inasprimento delle pene; cosa bella ma discutibile se avviene in “amicizia”.

Intanto preoccupiamoci dei bambini che già ci sono e legiferiamo per il bene del loro presente e, soprattutto, del loro futuro.

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