Adozioni. Bambini mai più precari della famiglia

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Sono 14 mila i minori in affido in Italia, con la legge sulla continuità degli affetti il loro destino cambia

La prima cosa importante della legge che rivede la normativa sugli affidi approvata ieri dalla Camera è il suo nome: si chiama legge sulla continuità degli affetti.  Abbiamo creato un percorso che dall’affido può condurre all’adozione, ove se ne verifichino le circostanze, condotto a passo di bimbo, seguendo il suo tempo, il ritmo della sua vita.  Credo che questa legge, proprio perché sancisce il principio della continuità affettiva, piegando le rigidità di una norma ai diritti del cuore, sia una legge giusta, empatica, profonda perché somiglia alle cose della vita.

Abbiamo fatto una legge buona che impedirà ai 14 mila minori in affido in Italia di ricominciare il loro odioso giro di affetti, magari strappati a famiglie che li hanno amati per anni e che poi non rivedranno mai più. Il 64% dei bambini resta nella famiglia affidataria oltre i due anni, in molti casi anche quattro: un tempo che a noi può sembrare breve ma che per un bimbo è un’eternità. Nei primi 4 anni di vita un bambino cresce tra i 6 e gli 8 centimetri ogni anno, e fino agli 11 anni in media di 5 cm ogni anno. Mai più nella vita di un essere umano ci sarà un simile esplosivo cambiamento, mai in nessun altro momento della vita c’è tanto bisogno di stabilità, di sicurezza. Di casa.

Voglio precisare che gli istituti dell’affido e dell’adozione sono differenti e questa legge non ne modifica gli impianti: l’affido è un atto di grande generosità, che per sua natura e sempre nel rispetto del bambino, è temporaneo. Ci sono situazioni difficili per cui risulta necessario
l’allontanamento dei minori dai genitori biologici,che possono e devono restare presenti nella vita del piccolo. L’adozione è, al contrario, è un atto definitivo, senza ritorno come sono i legami più profondi della nostra vita. Ma l’adozione, ne siamo consapevoli, è un istituto che ha bisogno di essere rivisto sotto molti aspetti. Così come siamo consapevoli che non possiamo permetterci un’altra sentenza di condanna dalla Corte Europea, e che certamente dobbiamo intervenire sulla cosiddetta adozione mite, dando la possibilità al bambino di avere  una famiglia allargata, dove non esiste qualcuno che non si può  conoscere né forse nominare, dove non ci sono  buchi neri nel passato, dove la sterilizzazione degli affetti di origine resti un lascito del tempo che fu.

La legge sulla continuità affettiva implica poi  una promessa: da oggi lavoreremo perché nessun bambino sia discriminato. Penso ai bambini che sono in affido a coppie non sposate o a single. Dobbiamo occuparci di queste situazioni, che sono meno frequenti ma certamente non meno significative agli occhi di chi ha la responsabilità di essere un legislatore della Repubblica.

Siamo convinti che una volta affermato in modo forte il principio della continuità degli affetti sarà più facile per i giudici applicare l’articolo 44 della legge sulle adozioni che prevede il ricorso all’adozione nei casi speciali. Il Pd vigilerà sul destino di ognuno di questi bambini, nessuno escluso, tutti speciali.

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