Addio al Fiscal compact per gli enti locali

Governo
Una veduta esterna di Palazzo Chigi, Roma, 2 aprile 2015. ANSA/FABIO CAMPANA

Stamattina il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri. Ora sarà possibile attivare nuovi investimenti

Questa mattina il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che modifica – nella sola parte relativa agli enti locali – la legge attuativa del “pareggio di bilancio” (art.81 della Costituzione, che recepisce il Fiscal compact).

Quella sugli enti locali fu un parte approvata forse un po’ in fretta nel dicembre 2012: pensate che, tra le altre cose, prevedeva il rispetto da parte degli enti di ben otto vincoli di bilancio! Il governo Renzi aveva promesso di rimetterci mano, per proseguire il lavoro fatto nell’ultima legge di stabilità (col pensionamento del patto di stabilità interno).

Questa mattina il risultato. Il patto di stabilità per gli enti locali viene definitivamente abbandonato, non solo per il 2016 (cosa già avvenuta) ma per sempre. D’ora in poi regioni, province, città metropolitane e comuni dovranno rispettare un solo vincolo: tante sono le tue entrate, tante le tue uscite. Senza complicazioni, senza incertezze, senza numeri che cambiano. Una disciplina che viene scritta in una legge attuativa delle Costituzione, a testimonianza del valore che si vuole attribuire alle regole fiscali. Alle regole fatte bene però!

Prevediamo un nuovo impulso agli investimenti pubblici locali (che già nel 2015 sono aumentati del 15,3%). Viene così a completamento un altro tassello della riforma della finanza locale: dopo l’addio alla spesa storica, dopo il riordino della tempistica (mai più proroghe, mai più bilanci in estate o autunno), ecco la sistemazione definitiva delle regole di politica fiscale.

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