Abusivismo a Bagheria, il segretario Pd: “L’assessore deve dimettersi”

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Il segretario del Pd di Bagheria Orazio Amenta invita l’assessore Tripoli a rimettere il proprio mandato

Perchè l’assessore Tripoli non si dimette? Cosa aspetta a dimettersi l’assessore all’Urbanistica Luca Tripoli? E’ vero che le colpe dei padri non devono ricadere sui propri figli, ma è anche vero che la politica è responsabilità. Ci saremmo aspettati in queste ore un gesto dovuto da un assessore che non può più ricoprire il ruolo assegnato e il motivo ce lo dicono i fatti, quelli raccontati nella inchiesta delle “Iene”.
Un fabbricato rurale di 20 mq che dal 2007 in poi diventa una villa da 120 mq. Parliamo di appena 8 anni fa, non certo di 40 anni fa quando, come ha fatto notare il sindaco Patrizio Cinque, l’abusivismo edilizio era prassi ma sempre reato, aggiungiamo noi.

E fa riflettere che sindaco e assessore all’urbanistica, figlio del proprietario della casa, abbiano detto che era tutto a posto e la villa sanabile, quando anche le pietre sanno che non c’è modo di regolarizzare un tale abuso edilizio; fattore avallato in queste ore anche da una lettera di diniego alla sanatoria da parte degli uffici tecnici del comune. Fa ancora più riflettere che la richiesta di regolarizzazione sia stata presentata un mese dopo che l’arch. Luca Tripoli sia diventato assessore e un anno dopo la realizzazione dell’abuso.

I sospetti sono leciti e ancora più confermati dal fatto che c’è voluto un anno e mezzo e il servizio delle Iene per fare muovere l’Ufficio Tecnico, che solo dopo il clamore mediatico ha diniegato la pratica. Una richiesta di regolarizzazione che doveva essere respinta ventiquattro ore dopo la sua presentazione, a meno che non si volessero fare carte false. E dire che il Sindaco per difendere il suo assessore ha citato perfino Peppino Impastato: “Non ricadano sui figli le colpe dei padri”. Ma mentre Peppino Impastato si è dissociato dalla condotta di vita del padre, pagando con la sua vita, l’arch. Luca Tripoli non solo si è foderato gli occhi di prosciutto per non vedere e non sentire, ma ha provato a difendere un abuso indifendibile e in questo il Sindaco lo ha spalleggiato e protetto.

L’assessore Tripoli deve dimettersi oggi perché incompatibile; perché mentre dal suo assessorato partivano ordinanze di demolizione per abusi commessi da semplici cittadini, lui ometteva di denunciare l’abuso che riguardava l’immobile della sua famiglia e anzi seguiva l’evoluzione della pratica di sanatoria negli uffici di sua competenza; perché abbiamo l’impressione che, se non fossero intervenute le Iene, quel fabbricato in un modo o nell’altro avrebbe avuto la possibilità di essere sanato; perché nonostante l’assoluta incompatibilità con la sua carica ha continuato ad operare come libero professionista, in palese violazione dello statuto comunale e del TUEL, in chiaro ed evidente conflitto d’interesse; perché in tema di abusivismo edilizio alle parole devono seguire i fatti e le connivenze, le prese in giro e i “mascariamenti” non sono ammessi.

Questa amministrazione utilizza la denuncia ai fini politici, colpendo gli avversari e salvaguardando amici, parenti e compagni di ventura. Il sindaco, Patrizio Cinque, dimostri per una volta coerenza politica e costringa il suo assessore a rimettere il suo mandato.

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