Abbagliati dal giovanilismo, abbiamo scelto il peggio e non il meglio

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Foto Ansa / Daniele Mascolo

“Nel bel paese i giovani amano Grillo. Siamo stati traditi da quella stessa “generazione Erasmus” che abbiamo allevato, coccolato e facilitato in ogni modo”

Siamo alla fine di un mondo. La notizia per cui la Gran Bretagna non fa più parte dell’Unione Europea è l’ultimo atto di una morte annunciata. I populismi, di destra e di sinistra, le grandi lobby la xenofobia sempre più forti. Un fronte a sinistra che, sbagliando, ha fatto perno su una politica dei due forni: da un lato insistendo sui diritti slegandoli dalla giustizia sociale, il più delle volte frutto del vile calcolo elettorale. Dall’altro un cordone ombelicale sempre più corto e stretto che lo legava agli apparati bancari e finanziari. Sono rimasti fuori, dalla sinistra, i lavoratori, il ceto medio, le persone in difficoltà. Categorie sempre presenti nell’analisi, ma mai al centro di una concreta azione politica che non avesse il carattere di sporadicità ad uso propagandistico.

Paghiamo un esasperato giovanilismo. In Italia come in Europa, le persone nella fascia di età tra i diciotto ed i trentacinque anni, votano per i qualunquisti e per le destre. Nel bel paese i giovani amano Grillo. Siamo stati traditi da quella stessa “generazione Erasmus” che abbiamo allevato, coccolato e facilitato in ogni modo.

Sono sempre di più le persone di quaranta, cinquant’anni che perdono d’improvviso il lavoro e non sanno cosa fare. Sono disperati perché hanno un mutuo sulle spalle, bollette da pagare, figli da mantenere. A loro, che sono la vera emergenza sociale dei nostri tempi, non riusciamo a dare risposte. Su questo silenzio la sinistra muore. E muore mentre le nostre classi dirigenti disquisiscono se i termini “sindaco” e “deputato” vadano declinati al femminile.

Poi vedi, all’interno dei partiti, i giovani. Arroganti fuori e vecchi dentro. Ne riconosci i cognomi. Li vedi dare orizzonti col piglio del condottiero. Li vedi che lavorano con ottimi stipendi. E ne vedi la solitudine politica, perché i loro stessi amici, magari, votano per Grillo. Ed anche lì chi ha quaranta anni, ha maturato una visione del mondo, ha figli e vive in prima persona i problemi del quotidiano, viene messo in un angolo, stretto tra gli eterni matusalemme padroni delle tessere ed i giovani figli e nipoti di.

Ora possiamo essere stupidi e dire che andremo avanti senza farci turbare.

Invece dovremmo renderci conto che abbiamo trascurato proprio quell’emergenza sociale rappresentata dai quarantenni, rincorrendo minoranze che ci hanno poi abbandonato. Nel rinnovamento delle nostre classi dirigenti siamo stati abbagliati dal giovanilismo e dal leaderismo, scegliendo il peggio e non il meglio. Abbiamo sbagliato a favorire banche e finanza. Vedere, di tanto in tanto, un banchiere colpevole in galera non sarebbe una cattiva idea.

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