A Messina con Libera per ricordare chi ha pagato con la vita il desiderio di legalità

Mafia
anna leonardi e don ciotti

È un giorno più bello oggi, il giorno che vogliamo

Oggi ero a Messina, assieme a Libera per celebrare la XXI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Ero in piazza Duomo, con milioni di occhi e di volti assieme a me. Sotto un bellissimo sole primaverile, tra gli odori di una Sicilia radiosa, ci siamo ritrovati in migliaia. Contro le mafie.

Ed è lì che è iniziata la lettura dei nomi, quelli di chi ha pagato con la vita il proprio desiderio di legalità. Quelli che le mafie, però, non hanno mai fatto sparire dai nostri cuori. Tanti, troppi.

Tra i 900, anche quelli dei due sindaci di Platí uccisi dalla ‘Ndrangheta: Domenico De Maio e Francesco Prestia. E poi Lea Garofalo, Giuseppe Tizian, Francesco Fortugno… Li vedevo davanti ai miei occhi, come se mi sorridessero.

E poi, ecco Don Luigi Ciotti. Inizia il suo discorso come sa fare solo lui. Parla di quanto sia importante combattere le mafie ogni giorno, attraverso la collaborazione e la solidarietà, ma anche attraverso una politica sana e pulita. Parla di quanto siano necessari cultura e lavoro, come armi contro la criminalità organizzata. Perché l’ignoranza e la fame sono il terreno in cui la malavita mette radici. Un saluto a tutti, un lungo applauso e la piazza si scioglie.

Io mi avvicino a salutare Don Ciotti; lui mi abbraccia, mi chiede come sto, e mi saluta dicendo: “Manca poco alle elezioni a Platí, forza Anna Rita”. Io mi emoziono e gli stringo la mano.

La piazza è quasi vuota, ed io la guardo dal palco. È un giorno più bello oggi, il giorno che vogliamo.

Vedi anche

Altri articoli