Zedda: “Ai vertici di Sel dico: lavoriamo per ricostruire il centrosinistra”

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“Il risultato di Cagliari ci dice che uniti si vince. Se siamo un caso nazionale è anche grazie a Renzi e al Pd che hanno creduto in noi”

«In realtà abbiamo continuato a lavorare praticamente senza interruzione. Ora in una settimana contiamo di trovare la quadratura sulla nuova giunta e di ricominciare a pieno ritmo».

La festa è finita presto e Massimo Zedda, unico dei sindaci delle grandi città eletto al primo turno, è di nuovo in Comune alla sua scrivania. Quello di Cagliari è un messaggio chiaro: il centrosinistra unito vince.

«Oltre tutto alle urne è andato bene il Pd, è andata bene Sel e sono andate bene anche le altre liste della coalizione. Segno che stare insieme non appiattisce nessuno, anzi valorizza l’importanza del contributo che ciascuno ha portato per il bene e lo sviluppo della città».

Un risultato locale che può parlare anche al nazionale e alla distanza che si è creata fra Pd e sinistra?

«Io credo che la direzione nazionale del Pd questo lo abbia già capito, altrimenti non si capisce perché Matteo Renzi avrebbe dovuto sostenere la mia candidatura. Se oggi sono di nuovo sindaco di Cagliari, questo lo dico chiaramente, è anche grazie all’appoggio ricevuto dal segretario del Partito Democratico ».

E i vertici nazionali Sel?

«Spero che i vertici nazionali del mio partito, ai quali mesi fa ho rivolto un appello assieme ai colleghi di Milano e Genova, Doria e Pisapia, per non lasciare il campo alla destra populista, leggano nel modo giusto questo risultato. Dai messaggi che ho ricevuto, dall’approccio che leggo sulle città in ballottaggio, mi pare che ci sia l’idea di riprendere i rapporti. Almeno me lo auguro. Che non significa entrare nel governo Renzi, ma riprendere quel lavoro comune e fare in modo che possa portare ad una nuova alleanza per il paese. Sarebbe una scelta che farebbe bene anche alla sinistra, a quella sinistra di governo che non si arrocca su posizioni minoritarie e che non punta unicamente a spaccare il capello in quattro. Noi veniamo da quella sinistra lì».

Potrebbero obiettarle che le questioni locali sono ben diverse dal governo nazionale.

«Dal locale possiamo iniziare. Possiamo iniziare dalle realtà locale per trovare una sintonia sui progetti di governo delle città e delle regioni in modo tale che si possa arrivare ad una sintonia anche per il futuro anche sul livello nazionale ».

Crede che una parte di Sel abbia spostato l’opposizione al governo Renzi sul piano delle elezioni comunali?

«Forse sì, ed è stato un errore. Non si possono confondere i due livelli. In passato la sinistra ha governato in tante realtà d’Italia assieme al partito socialista nonostante quest’ultimo fosse al governo con la Democrazia Cristiana. Ci si allea sui temi in relazione al voto, che si tratti di comunali, di regionali o di politiche. Le persone chiedono di risolvere i problemi locali, i cittadini lo sanno benissimo per cosa si vota. Questo non era un referendum pro o contro Renzi » .

Che poi è il gioco che sta facendo la destra quando, come fa Salvini, fa il tipo per il Movimento 5 Stelle a Roma e Torino in chiave anti governo.

«A maggior ragione. Non possiamo consegnare le maggiori città nazionali alla destra razzista o al populismo di chi vorrebbe far scomparire i partiti. Non mi sembra una cosa geniale rinunciare a cercare unità nel centrosinistra quando dall’altra parte nascono queste “alleanze” finalizzate unicamente alla sconfitta del Pd».

Anche la minoranza del Pd oggi guarda a Cagliari e rilancia il “caso Zedda”polemizzando contro le scelte del governo. Che effetto le fa?

«Dico che se siamo un caso siamo un caso dovuto anche alla serietà del Partito Democratico. Qui è venuto anche il sottosegretario Luca Lotti e anche lui ha sostenuto la mia ricandidatura dicendo, assieme al presidente del Consiglio, che molto semplicemente qui io e la mia coalizione di centrosinistra avevamo lavorato bene. Sono convinto che Renzi sia il primo a credere alla possibilità di ricostruire un percorso unitario di centrosinistra. Il governo è costretto a reggersi su un’alleanza con parti del centrodestra perché l’esito delle politiche non consentiva altra possibilità. Sono convinto che i nostri elettori capirebbero e apprezzerebbero se fossimo noi di Sel a rilanciare il percorso per la ricostruzione di questa alleanza».

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