Wyscout, tutto il calcio su un’unica piattaforma

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Intervista a Matteo Campodonico, ideatore della app più usata nel mondo dei professionisti per l’analisi delle partite, lo scouting di nuovi talenti e la gestione dei trasferimenti

wyscout 2Si chiama Wyscout ed è il più grande database di calcio online. L’idea è venuta nel 2004 a Matteo Campodonico, attualmente CEO di Wyscout, nato a Chiavari nel ’76 e laureato in Economia. A quel tempo Matteo lavorava come business analyst per un’azienda IT. Il calcio, però, restava una grande passione. In particolare, gli era rimasto impresso il metodo con cui l’allenatore della sua squadra dilettantistica mostrava i video in Vhs con le azioni dei giocatori di serie A.

Matteo voleva applicare l’idea di apprendimento attraverso i video su scala professionale e creare un sistema che rivoluzionasse la preparazione e lo scouting nel mondo del calcio. Era l’epoca di uscita dei primi programmi per realizzare dvd, e decise di coinvolgere l’altro fondatore, Simone Falzetti, amico, nato a Genova nell’80, all’epoca non ancora laureato in Beni culturali, ma appassionato di nuove tecnologie.

Iniziarono, riprendendo le partite dei campionati locali e creando i dvd, suddivisi nei capitoli delle diverse azioni giocate, per aiutare le squadre nell’analisi del match. Tutti i calci d’angolo, tutti i gol, ogni azione era così indicizzata e consultabile. Poco tempo dopo decisero di tentare su scala più grande. Lo fecero, scrivendo  una lettera e consegnandola a Serse Cosmi, allora allenatore del Genoa, con cui avviarono la prima di una lunga serie di collaborazioni in Serie A. Ai due si unì PierMaria Saltamacchia, nato a Santa Margherita Ligure nell’83 e laureato in Storia medioevale.

Matteo, cos’è di preciso Wyscout?

E’ una piattaforma contenente fino a 1500 nuove partite analizzate ogni settimana su 170 campionati in 80 Paesi e con 332mila profili di giocatori. E’ lo strumento più utilizzato nel mondo dei professionisti per l’analisi della partita, lo scouting di nuovi talenti e la gestione dei trasferimenti. Contiene i video dei match analizzati in ogni singola azione e consultabili per tipo. Per esempio, si può decidere di visionare solo assists, gol, duelli aerei, passaggi filtranti, accelerazioni per ciascuno dei giocatori o dell’intera squadra. Ma anche statistiche di performance, dati tecnici e di trasferimento. Wyscout è anche la più grande community di professionisti del calcio, che, attraverso la piattaforma online, possono entrare in contatto e scambiarsi messaggi come in una sorta di LinkedIn del football internazionale.

Il progetto è nato con questo obiettivo?

All’inizio Wyscout doveva essere utile agli allenatori e agli staff tecnici per la preparazione degli allenamenti. L’analisi della partita serviva agli scout, alla direzione sportiva e ai procuratori come strumento per visionare nuovi giocatori e monitorare le performance. A quel tempo il mondo del calcio era piuttosto arretrato dal punto di vista tecnologico. La pratica più comune nello scouting era che i procuratori o i giocatori stessi si proponessero,  inviando ai direttori sportivi dei Club il dvd con gli highlights. Questo metodo mostrava, però, alcuni limiti. Il video impiegava tempo ad arrivare, spesso venivano mostrate solo le migliori azioni con un giudizio parziale. Inoltre i dvd dovevano essere archiviati. Questo richiedeva un sistema di archiviazione interna che pochissimi Club potevano permettersi.

E allora?

Quando Wyscout ha deciso di mettere tutto online, il modo di fare scouting e l’analisi sono cambiati in modo radicale. Da quel momento chiunque, ovunque, aveva accesso a tutti i campionati e poteva vedere ogni giocatore, ogni azione, superando limiti geografici e di budget. Quindi agli inizi Wyscout doveva essere utile per la preparazione degli allenamenti e l’analisi della partita e per fare scouting. La ricerca del talento, però, funzionava in maniera diversa da campionato a campionato. Se per alcuni Paesi era fondamentale visionare i giocatori sudamericani, per altri la ricerca doveva avvenire nell’Est Europa. A quel punto abbiamo implementato sempre più la copertura video fino a creare un archivio globale.

Prima della vostra idea?

Esistevano aziende di elaborazione dati e statistiche, mentre minore attenzione era dedicata alla parte video con un’indicizzazione dei contenuti.

Quanto tempo avete impiegato per realizzare la vostra idea?

Il percorso per trasformarci da start up ad azienda strutturata, capace di vendere in tutto il mondo, non è stato immediato. Abbiamo investito in ricerca per arrivare al prodotto giusto e alla corretta linea di business. L’idea iniziale si è trasformata molte volte nel corso degli anni e ancora oggi i confini della nostra impresa si modificano. Questo perché offriamo servizi basati sulla tecnologia e perché vogliamo guardare sempre al passo successivo, chiedendoci come fare meglio e cosa poter fare di nuovo.

E le risorse economiche?

Nel 2004 siamo partiti investendo 1.500 euro con cui abbiamo comprato una telecamera e un cavalletto. Nel 2007 abbiamo trovato un business angel, che ha finanziato la società, permettendo l’investimento  in sviluppo e risorse.

Cosa è stato particolarmente “tosto” in questo percorso?

Ci sono voluti parecchi anni prima di vedere il nostro progetto funzionare. Mi ricordo che la prima versione di Wyscout era una sorta di database Access su Internet. Non se lo filava nessuno. Io andavo in giro a farlo vedere ai direttori sportivi e loro mi dicevano: “Parla con la mia segretaria”. Ma era colpa nostra. Il sistema, così come era, non era fatto per loro. E allora abbiamo iniziato a cercare tecnologie che aiutassero a portare i nostri contenuti – i video dei giocatori – ai nostri potenziali clienti – i direttori – nella modalità più semplice possibile. Non doveva servire più la segretaria. Da soli dovevano entrare in Wyscout e cercare i video dei giocatori che interessavano. Ma ora, a dirlo così, sembra facile. Ci abbiamo messo un po’ di anni e abbiamo fatto tanti errori. Avevamo la necessità di fatturare per pagarci gli stipendi e vivere. Ci buttavamo appena riuscivamo a intravedere la possibilità di un piccolo guadagno. Non lo sa nessuno, ma Wyscout è stata anche una tv di sport locale, ha fatto web tv per qualche club di Serie A e B e ha addirittura fatto il service video per qualche congresso di medicina. Così siamo andati avanti per qualche anno.

Dunque, ci sono stati periodi difficili.

Certo. Nel 2010 non riuscivamo a pagare gli stipendi. E’ stata dura arrampicarsi con le banche, non poter pagare i fornitori e mettere i propri stipendi in coda. Ma siamo stati bravi a perseverare nella ricerca del filone giusto, nel business che ci avrebbe consentito di crescere.  E siamo stati bravi e lucidi a capire a un certo punto che dovevamo concentrarci su quello che funzionava. E così nel 2011 abbiamo chiuso la tv e tutti i servizi che ci toglievano energie mentali e per i quali non vedevamo prospettiva di crescita. Ma non è stato solo merito nostro. Abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati nel nostro percorso da un grande imprenditore, Antonio Gozzi, che è stato in questi anni come un maestro. E’ stato lui a guidarci nella nostra impresa. Non è facile fare gli imprenditori, tanto più se si è giovani e soli. E non alludo solo ai soldi. Certo, avere dei finanziamenti all’inizio dell’avventura è importante, ma non basta. Quello che abbiamo ricevuto noi è stata una guida continua da parte di una persona, la quale ci diceva che non dovevamo preoccuparci se a fine mese i conti non tornavano ancora. Con Gozzi abbiamo imparato ad avere chiara la strategia dell’azienda. Questo rapporto dura ancora oggi, ci aiuta nelle sfide di ogni giorno, anche se l’azienda è cresciuta.

Chi sono i vostri clienti?

Oggi Wyscout supporta più di 600 società di calcio, 500 procuratori e le maggiori Federazioni. E’ utilizzato dagli staff tecnici delle squadre, dai direttori sportivi, dai procuratori, dagli arbitri, dai giocatori e dagli scout, dalle massime categorie ai semi professionisti, alle giovanili in più di 90 Paesi, nei campionati europei. Abbiamo clienti come Bayern Monaco, Barcelona, Real Madrid, Manchester United, Juventus e Psg. In Sudamerica, la Federazione brasiliana, ad esempio, offre Wyscout a tutti i Club dalla serie A alla D per investire nella loro formazione professionale. E poi negli Stati Uniti, fino all’India e agli Emirati. Wyscout è uno strumento usato da top team e allenatori, come Allegri e Ranieri, ma anche dalle squadre di Serie D e da allenatori semiprofessionisti, nelle serie minori di campionati ancora in via di sviluppo con budget limitati.

Quante partite sono archiviate?

Il numero di partite archiviate si aggira intorno alle 149 mila. Vengono analizzate fino a 1.500 nuove partite per settimana.

Cos’altro si può trovare su Wyscout?

Oltre alla parte video, alle statistiche di performance e ai dati tecnici, si possono consultare report completi di analisi con supporti grafici. Si può utilizzare uno strumento di editing per creare un’analisi personalizzata. E’ possibile condividere video e documenti con il proprio staff tecnico in maniera privata o si possono inviare via mail. Il  messaging interno permette di entrare in contatto diretto con i rappresentati delle squadre  e i procuratori. Wyscout produce big data consultabili e filtrabili a seconda della ricerca che si desidera fare. Wyscout è usato anche delle redazioni giornalistiche e dalle Tv, per preparare i pre e post partita ed estrarre i dati di analisi e di mercato.

Quanti dipendenti avete?

Oggi contiamo circa 80 dipendenti, ma con il nostro indotto lavorano oltre 300 persone nel mondo. Wyscout è un’azienda molto giovane. In Italia la maggior parte dei dipendenti ha un età compresa tra i 24 e i 35. All’estero, nei centri di produzione dati che lavorano per noi, l’età media scende a 25. Abbiamo una sede a Chiavari e un ufficio a Londra. Oggi siamo una SPA. Abbiamo iniziato come sas, poi siamo diventati srl.

Cosa potrebbe diventare Wyscout?

Vogliamo che Wyscout diventi lo strumento usato in tutto il modo da chi il calcio lo vive tutti i giorni, per professione e per gioco. Dai bimbi ai professionisti, passando per gli amatori.

Chi vorreste avere come cliente?

Per fortuna in questo senso le soddisfazioni più belle ce le siamo già tolte tutte. Dal Genoa, il nostro primo cliente, al Barcellona. Ogni contratto con questi club per noi appassionati di calcio è stata una soddisfazione incredibile.

Vi sentite tipi tosti?

Non lo so. Certamente siamo persone che pensano positivo. Che fanno. E guardano poco alle condizioni del macro sistema.  In Italia si può fare. Non c‘è alcun limite.  Abbiamo quello che c’è nel resto del mondo. Se uno ha un’idea davvero buona i soldi li trova. I fatto è che spesso le idee non sono così buone come si crede. Bisogna sapere a chi proporle, ma, rispetto a dieci anni fa, lo scenario è molto cambiato. Per chi vuole fare una startup ci sono incubatori e acceleratori disseminati in tutto il Paese. Anche noi ne abbiamo appena lanciato uno, si chiama Wylab ed è dedicato a startup nel mondo dello sport. Lo abbiamo fatto con il nostro business angel, ovviamente. Investendo ancora una volta soldi ed energie. L’obiettivo? Provare a scovare insieme un’altra Wyscout. Non ci sentiamo un’eccezione. In Italia ci sono tantissimi talenti che devono solo trovare un ambito per esprimersi al meglio.

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