Weber: “Le liste civiche potranno aiutare Sala. Il Pd sia generoso”

Amministrative
Giuseppe Sala durante i festeggiamenti al Teatro Elfo Puccini al termine dello spoglio delle primarie del Pd per il candidato sindaco di Milano, 7 febbraio 2016. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Intervista al presidente di Ixè: “Per il candidato del centrosinistra adesso sarà più facile che alle primarie”

Weber, cosa dicono le ricerche di Ixè sulle primarie di Milano?
«Ci siamo concentrati sulla differenza tra il voto del primo giorno (in 9 seggi, in cui si sono recate 7.750 persone, ndr) e il secondo (150 seggi aperti). E abbiamo visto, su dati reali, che sabato Sala aveva un distacco superiore da Balzani, arrivando a sfiorare il 48% dei consensi contro il 29,5% della vicesindaco: un risultato in linea con tutti i sondaggi precedenti. Invece domenica si è fermato al 42%, con un recupero di Balzani fino al 34%. L’idea che mi sono fatto è che la polemica montata sabato sul voto della comunità cinese (che secondo alcuni si sarebbe orientata in massa su Sala, mentre alla fine si è contato solo un 4% di stranieri tra tutte le comunità, ndr) lo abbia danneggiato: una parte di elettorato potrebbe non essere andata ai gazebo – noi avevamo stimato 65 mila votanti, sono stati 61 mila -, una quota dell’ultima ora potrebbe avere scelto Balzani».

Ora si guarda alle amministrative: come si posiziona Sala ai blocchi di partenza di questa seconda campagna?
«Bene, per noi è un candidato robusto, forte, molto trasversale. Per lui era difficile inserirsi nel contesto delle primarie che tra l’altro non è stato affatto “sportivo”, questa seconda fase in cui si dovrà confrontare con tutta la città per lui dovrebbe essere più semplice».

Molti temono un possibile astensionismo dei fan di Balzani e Majorino, che non si riconoscono nel profilo di Mr.Expo: condivide?
«Non credo debba impensierirlo troppo: Sala ha delle caratteristiche – è asciutto, sintetico, ha un tratto di bonomia, è appunto molto trasversale, è quello che “fa bene le cose” – che lo premieranno alle amministrative quando la cifra ideologica del voto si stempera. Anche cinque anni fa la componente sinistra della coalizione ha contato più nella prevalenza di Pisapia alle primarie che nella sua vittoria alle elezioni comunali, dove invece hanno pesato fattori come la sua milanesità, la compostezza, il tratto borghese. Insomma non vedo il rischio di una erosione dei consensi: Pisapia ha amministrato bene, il candidato è buono, le primarie si sono svolte con correttezza. Non abbiamo mai misurato questa realtà ma direi che c’è un motivo: questo tipo di astensionismo non incide molto».

Si parla di una lista arancione, forse guidata da Balzani, per recuperare consensi a sinistra e di una lista civica del candidato: quanto possono aiutare?
«Se fossi nel Pd non mi spaventerei e le vedrei come un valore aggiunto. Se guardiamo alla costruzione del consenso e alle ultime elezioni le liste civiche sono importanti, non si riesce a tenere insieme tutti gli umori in un unico contenitore, e hanno senso soprattutto alle amministrative. Poi è chiaro che il risultato del Pd potrebbe venire ridimensionato da queste due liste. Ma se i dem milanesi saranno generosi, ne verranno ripagati: conta vincere e instaurare un trend amministrativo per i prossimi cinque o dieci anni in una città dalla rinnovata centralità».

Vedi anche

Altri articoli