Voucher, Damiano: “Superato un uso distorto, ma resta il nodo delle famiglie”

Lavoro
Cesare Damiano arriva alla Direzione del PD al Centro Congressi di via Alibert, Roma, 13 febbraio 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

Il presidente della commissione Lavoro: io ero per tornare alla legge Biagi. L’obiettivo del governo è quello di evitare il rischio referendum

Cesare Damiano esce dalla commissione Lavoro subito dopo il voto sull’emendamento che abroga totalmente i «buoni lavoro». Hanno votato a favore i parlamentari del Pd, quelli dei 5 Stelle, gli esponenti del Movimento democratici e progressisti, Sinistra italiana e i Civici e innovatori. Una maggioranza solida per una proposta che fino a qualche settimana fa non era neanche all’orizzonte. Lo stesso Damiano aveva sostenuto una soluzione diversa, che salvaguardasse le famiglie.

Presidente, oggi si sente più vincitore o sconfitto?

«Ho presentato una proposta di legge per tornare alla legge Biagi nel febbraio dell’anno scorso, prima che apparissero all’orizzonte i referendum della Cgil. La mia intenzione era un cambiamento radicale delle norme sui voucher, dopo i tanti interventi fatti dal centro destra e dal centro sinistra, da Monti, Letta e infine Renzi, che ha alzato il tetto da 5mila a 7mila euro insieme alla tracciabilità. La mia proposta era di abrogarli per le imprese e la Pa, ma di mantenerli per le famiglie. Questo resta un punto aperto, da risolvere. Oggi è passata la proposta sostenuta dal governo per l’abrogazione totale. L’importante è che si sia superato l’utilizzo distorto dei voucher, che hanno in molti caso sostituito i normali contratti di lavoro dipendente, soprattutto per la facilità di accesso e il costo ridotto».

Ora si parla di un confronto con le parti sociali per studiare nuove regole.

«Credo che adesso sia necessario fermarsi al superamento dello strumento. Poi, una volta approvata la legge o il decreto, si potrà affrontare il tema a partire dalle famiglie. L’importante è non far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta. Sarebbe un cattivo segnale per il Paese. A questo punto, dal momento che il governo ha presentato la norma abrogativa dei voucher, penso sia bene che provveda anche sull’altro tema, quello degli appalti».

In commissione non si è affrontato?

«In commissione si sono incardinate due proposte di legge del Pd che affrontano i quesiti referendari. Il governo deve, a questo punto, redigere un testo che ottenga lo stesso obiettivo raggiunto con i voucher, quello di non fare il referendum. Il contrario sarebbe incomprensibile».

Pensa che il governo punti a far fallire il referendum sugli appalti, molto meno popolare dei voucher?

«Penso che sugli appalti siamo soltanto in ritardo. Per il resto, non ho retropensieri e spero che non li abbia il governo».

Lei avrebbe preferito mantenere i voucher per le famiglie. Eppure dal mondo delle imprese si è levato un coro di proteste.

«Questi sono temi da affrontare dopo. Posso dire che esistono molti contratti che le imprese possono utilizzare per i rapporti flessibili, come quelli a chiamata o interinali. Vorrei ricordare che, a differenza di quanto afferma Renzi (secondo cui il governo Prodi con me ministro del Lavoro avrebbe inventato i voucher), i buoni lavoro sono stati introdotti da Berlusconi, mentre io li ho applicati all’agricoltura per la vendemmia solo per studenti e pensionati, e, contemporaneamente, ho abrogato due tipi di contratti, lo staff leasing e il job on call, successivamente reintrodotti dal centrodestra. Quando si parla, bisogna dire tutto».

Secondo lei il governo ha agito solo per evitare che la Corte potesse decidere il mantenimento del referendum, o anche per eliminare questo tema dal dibattito delle primarie?

«Non c’è dubbio che la Cassazione ha una sua autonomia, e lo abbiamo visto nel caso delle trivelle. Quindi, se l’obiettivo era evitare il referendum, l’unica strada era rispondere al quesito con l’abrogazione, altrimenti ci sarebbero stati dei rischi. Sicuramente sullo sfondo ci sono altre questioni, prettamente politiche, non ultimo l’appuntamento per le amministrative».

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli