Violante: “Il Paese ha bisogno di questa riforma per evitare il pantano”

Referendum
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Intervista a Luciano Violante, sostenitore delle ragioni del Sì al prossimo referendum del 4 dicembre

“Se vince il No, le cose restano come sono. Se prevale il Sì, si avvia un processo di trasformazione competitiva del nostro paese, ossia: più velocità, più stabilità, più diritti dei cittadini. Tutto questo significa un paese più forte. Di questo si deve parlare in questa campagna elettorale.” È molto chiaro e diretto il messaggio del presidente Luciano Violante a sostegno delle ragioni del Sì al prossimo referendum del 4 dicembre.
Nel suo viaggio in Italia per incontrare i cittadini e spiegare le ragioni di questa riforma, entrando nel merito con un riferimenti storici relativi ai vari tentativi messi in campo dal Parlamento e dalle forze politiche, Luciano Violante ha fatto tappa anche a Laterza, in provincia di Taranto, per un evento organizzato dal comitato locale per il Sì. Presenti al dibattito il coordinatore cittadino di LabDem, Giuseppe Lerose; Valeria Macri, dirigente del Pd di Laterza; Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza; il consigliere regionale pugliese e capogruppo del Pd, Michele Mazzarano.

Nel suo intervento, supportato dalle slide, il presidente Violante ha spiegato tutti gli aspetti della riforma della seconda parte della Costituzione, compreso il tanto discusso nodo delle competenze tra Stato e Regioni soprattutto sulla questione energetica. Alla domanda se la riforma possa dare allo stato maggiori poteri anche sulle estrazioni di Oil&Gas il presidente Violante ha spiegato come questa riforma, pur dando allo Stato il tema della produzione dell’energia, riconosce alle Regioni il governo complessivo del territorio. Per Violante non vi è quindi un potenziale rischio di un aumento della produzione energetica attraverso una progressiva intensificazione della trivellazione del territorio.

In questo estratto dell’intervista riportiamo il passaggio sulla questione energetica e sulle competenze tra Stato e Regioni.

Uno Stato forte, un governo stabile, un processo legislativo rapido, una maggiore partecipazione dei cittadini attraverso i referendum di iniziativa popolare, ed un ruolo più forte dell’Italia nello scacchiere internazionale. Di questi e degli altri temi della riforma costituzionale si è parlato nell’intervista che riportiamo integralmente.

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