Villone: “Il ballottaggio fa vincere una minoranza, è fatale”

Legge elettorale
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Il costituzionalista: “Insostenibile pensare di governare con un rapporto fittizio e distorto tra seggi e voti”

Massimo Villone, professore emerito di diritto costituzionale all’università Federico II ed ex senatore, è stato tra i fondatori di Sinistra Democratica da cui è successivamente uscito insieme a Cesare Salvi.

Professore, un altro Italicum è possibile?

«Vorrei fare una premessa generale: non è che si cambia l’Italicum e si vota sì alla riforma costituzionale. Vedo in giro questa chiave di lettura, anche all’interno della sinistra Pd, ma io la penso diversamente: la riforma è pessima e va bocciata».

Premesso questo, come può cambiare la legge elettorale?

«Intanto, chiediamoci cosa vuole davvero modificare Renzi. A parte tagliare le unghie al Movimento Cinquestelle, quale obiettivo istituzionale persegue il premier? Perché in funzione anti-M5S possono bastare piccole limature come l’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione, che consentirebbe di puntare sulla capacità di coalizzarsi del Pd e del centrodestra, oppure l’eliminazione dei capilista bloccati».

Queste limature potrebbero essere la base di un accordo in Parlamento o bisognerebbe andare oltre?

«Il nucleo significativo del sistema è dato dal primo turno con soglia e dal ballottaggio. Renzi vuole cambiare questo cardine che incarna il suo mantra del “vediamo chi ha vinto la sera stessa delle urne”? Ci crederò solo quando lo vedrò. Per me sarebbe cosa buona e giusta, ma smonterebbe il pensiero renziano».

Per lei sarebbe una buona idea rinunciare al ballottaggio?

«Sì, siamo ormai in un meccanismo tripolare con tre aree grossomodo equivalenti – Pd, M5S e centrodestra se si ricompatta – intorno al 30%. Con il ballottaggio si dà una grande maggioranza a chi vince con la minoranza dei voti. È fatale che accada, lo dicono i numeri. È questo il punto debole dell’Italicum».

Succede anche in altri Paesi.

«Al netto di ciò che dirà la Corte Costituzionale, pensare di governare con un Parlamento fittizio perché ha un rapporto distorto tra seggi e voti è politicamente insostenibile. C’è un governo che ha solo i numeri ma non ha gambe, adesione, consensi veri di uomini e donne che popolano questo Paese».

Quale delle soluzioni proposte per cambiare l’Italicum la convince di più?

«Io sono da anni un convinto sostenitore del sistema tedesco che è un mix di collegi uninominali e liste corte, riproporzionalizzato alla fine, senza premio di maggioranza ma con incentivo a ricompattarsi. In generale, penso siano sempre meglio i collegi delle preferenze ».

Il sistema tedesco risolverebbe i nostri problemi?

«Guardi, in Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna ci sono sistemi diversi tra loro. E nessuno di questi è riuscito a impedire la frantumazione del sistema politico e l’avanzata di partiti antagonisti. O la politica guarda all’indietro, a un bipolarismo che non esiste più, oppure…».

Oppure?

«Dovrà adattarsi al nuovo quadro politico attraverso le coalizioni. Ma tutti, Renzi in testa, vogliono l’algoritmo che risolve i problemi. Purtroppo però non esiste».

Il Mattarellum le piaceva di più?

«Senza dubbio. Il Mattarellum o il modello tedesco che consente una rappresentanza molto simile alla realtà del Paese.

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