Vicker la piattaforma che permettere di scegliere il professionista che cerchiamo al compenso che vogliamo

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Si tratta di una piattaforma che mette in contatto la domanda e l’offerta di prestazioni d’opera. E, cioè, chi non ha tempo o non è in grado di fare tante piccole attività quotidiane e chi offre la propria professionalità per sbrigare lavori di tutti i giorni

Vicker, dal sostantivo inglese victory: vittoria. Più nello specifico, un vittorioso, colui che supera una difficoltà.

Sta tutta in questa parola la loro storia, oltreché il nome del loro progetto.

Loro sono Matteo Cracco (30) di Valdagno,Luca Menti, (34), di Cornedo, piccoli comuni in provincia di Vicenza, amici da dieci anni. A dicembre scorso hanno realizzato una piattaforma, operativa sotto forma di App e di portale (www.vicker.org). Vicker, appunto.

Matteo, appassionato di cinema, con il suo primo cortometraggio (Punto di vista), l’anno scorso ha vinto il Giffoni Film Festival. Luca, come cantante professionista, ha piazzato varie hit nel mercato europeo con grandi etichette discografiche. L’anno scorso, il desiderio di mettere in pausa il passato e cercare di utilizzare ciò che l’arte trasmette: la curiosità per le nuove avventure.

“Abbiamo cominciato a pensarci a luglio del 2015 – raccontano – in un momento in cui la nostra passione stentava a diventare un’attività redditizia. L’arte, purtroppo, in questo Paese non sempre premia il merito. Abbiamo deciso di reinventarci e dar vita ad un progetto completamente nuovo e stimolante. Forse, nel momento specifico, persino più utile. E non solo a noi”.

Vicker, nata grazie al sostegno di due imprenditori milanesi che hanno investito un milione di euro, è una piattaforma online, ma anche un’applicazione, scaricabile  gratuitamente da smartphone e tablet, in cui è possibile scegliere il professionista che cerchiamo e al compenso che vogliamo.

“Si tratta di una piattaforma – afferma Luca – che mette in contatto la domanda e l’offerta di prestazioni d’opera. E, cioè, chi non ha tempo o non è in grado di fare tante piccole attività quotidiane e chi offre la propria professionalità per sbrigare lavori di tutti i giorni. Un idraulico, un aiuto per pulire la casa, un dog sitter, un aiuto compiti, uno chef a domicilio per la cena del sabato, un giardiniere, un tuttofare per svuotare la cantina, un parrucchiere, un’estetista. La gamma, come la fantasia dei nostri committenti, è infinita. Una volta c’era il vicino di casa, poi sono arrivate le Pagine Gialle, oggi ci potrebbe essere Vicker. Che, poi, è la prima piattaforma del settore ad essere stata riconosciuta e ad aver quindi ottenuto l’Autorizzazione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”.

“Abbiamo deciso di scommettere sulla digital economy,quella buona – aggiungono –  che genera opportunità di lavoro concrete, e provare a spazzare via il sottobosco dei cosiddetti lavoretti in nero, ridando dignità ai micro job, facendoli retribuire come si deve, tutelando i lavoratori ed ottenendo, così, una qualità del servizio più alta perché basata anche sulla soddisfazione di chi effettua la prestazione d’opera(che può essere anche un professionista con partita Iva) e dell’utente che la richiede attraverso la piattaforma”.

Ma come funziona Vicker? Il committente pubblica il suo annuncio, specificando, oltre a data e luogo, il compenso della prestazione (che includerà le spese per l’assicurazione, il sistema di pagamento e il margine di profitto che Vicker trattiene per sé) e che sarà visualizzato dai lavoratori al netto di ogni commissione. Non si potrà mai andare sotto i venti euro. La persona che ha richiesto il servizio sceglierà tra i vari lavoratori candidati per l’incarico in base ai profili e ai feedback lasciati dagli altri utenti. Il committente, con un sistema tracciato, pagherà la cifra pattuita, che verrà girata da Vicker al lavoratore, entro 48 ore dall’avvenuta prestazione, una volta accertato che il servizio sia stato ben eseguito.

“Per facilitare la vita al lavoratore – specifica Luca – la piattaforma fornisce anche la documentazione fiscale precompilata”

“Tutti i lavoratori vengono selezionati – fa sapere Matteo –  e assicurati. I pagamenti sono tracciati attraverso PayPal o carte di credito. Si impedisce così ogni forma di retribuzione in nero”.

La scorsa primavera Matteo e Luca sono stati invitati a presentare il loro progetto al Tech Crunch di New York, la manifestazione più importante al mondo per le start up. All’inizio di novembre i due amici erano al Web Summit di Lisbona. 

“Continuiamo a cercare – concludono– altri investitori. Vorremmo espanderci entro qualche anno anche in Europa e, magari, negli Stati Uniti. Siamo orgogliosi di quello che siamo riusciti a creare: offrire piccole opportunità di lavoro in un momento difficile”.

Oggi Vicker può vantare oltre 40mila download e quasi duemila transazioni con il servizio, che è stato attivato subito nelle città di Roma e Vicenza, poi in quelle di Padova, Milano e Torino.

Dal 19 settembre scorso è anche possibile richiedere un servizio, oltre che tramite App iOS e Android, direttamente dal portale. Intanto è partita la campagna di reclutamento dei lavoratori a Bologna, con il patrocinio del Comune.

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