Sommella: “Ventotene? Finirà nei libri di storia”

Europa
Italian Prime Minister Matteo Renzi, French President Francois Hollande and German Chancellor Angela Merkel pay hommage at the tomb of Altiero Spinelli, Ventotene island, Tirreno sea, Italy, 22 August 2016. Altiero Spinelli was an Italian political theorist and European federalist. Spinelli is referred to as one of the founding fathers of the European Union due to his co-authorship of the Ventotene Manifesto, his founding role in the European federalist movement, his strong influence on the first few decades of post-World War II European integration.
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L’esperto di finanza pubblica e di politiche europee a Unita.tv: “Che Angela Merkel sia venuta in questo luogo, simbolo dell’oppressione nazifascista, è importantissimo e vale più di mille parole”

Il vertice di oggi a Ventotene è il primo significativo incontro post-brexit tra leader Ue e si tiene poche settimane prima di un altro vertice europeo importante, quello a 27 (esclusa la Gran Bretagna) previsto per il prossimo 16 settembre a Bratislava. Ma più del contesto temporale, è quello geografico ad avere un valore particolare per l’Italia e per il premier Renzi. Ne è convinto anche Roberto Sommella, giornalista economico autore del libro “Euxit – Uscita di sicurezza per l’Europa”, che a Unita.tv ha sottolineato il peso politico dell’incontro di oggi.

«Il risultato di questo vertice è prima di tutto politico per Matteo Renzi. Per la prima volta un cancelliere tedesco ha visitato Ventotene e si è fermato davanti alla tomba di Altiero Spinelli, uno degli autori del manifesto di Ventotene, che su quest’isola è stato al confino per decisione del regime nazifascista. Che Angela Merkel sia venuta in questo luogo simbolo di quell’oppressione è importantissimo, è una cosa che si ricorderà nei libri di storia. Anche se è stata una visita molto rapida, è un gesto che vale più di molte parole».

Durante la conferenza stampa Angela Merkel ha speso parole molto positive nei confronti di Renzi e dell’operato del suo governo, e ha espresso anche il suo pensiero rispetto alle sollecitazioni francesi e italiane sulla flessibilità. Ha ribadito che “il patto di stabilità concede molte possibilità di flessibilità”, ma ha anche sottolineato come “tutti vogliamo che Italia e Francia crescano”. Da una parte elogia l’Italia, dall’altra ricorda che la soluzione è già presente nel patto di stabilità. Come vanno interpretate le parole della Cancelliera?

«La Merkel e il suo ministro Schäuble ripetono sempre questo. E hanno come fil rouge il non voler cambiare i trattati. Credo però che l’Italia otterrà alla fine questa flessibilità aggiuntiva di cui si parla in relazione alla legge di stabilità. Questo perché l’Italia continua ad avere un deficit al di sotto del 3%, perché continua ad essere leader in Europa, perché è il Paese che si occupa di fatto in prima linea del salvataggio e dell’accudimento di migliaia di persone che rischiano la vita in mare. Alla fine la Germania, sulla flessibilità, dovrà pur concedere qualcosa. Sulle banche, invece, tutto rimarrà immutato».

Contro il terrorismo tutti e tre i leader hanno parlato di maggior cooperazione delle intelligence e delle polizie nazionali. Tema da tempo in discussione in Europa, e ora tornato ad imporsi con forza, specialmente dopo gli ultimi attentati. È questa la direzione giusta per migliorare la sicurezza interna?

«Una maggiore sinergia è fondamentale. Anzi, serve un FBI europea. Io l’ho già detto più volte nel mio libro “Euxit”: è necessaria un’intelligence europea come quella in funzione negli Stati Uniti – cioè polizie e servizi che si parlano e anzi che confluiscono in un’unica entità. Altrimenti sarà difficile contrastare un terrorismo che invece comunica attraverso la rete e attraverso i meccanismi digitali di cui oggi chiunque dispone. Combattere il terrorismo islamico – che usa la rete come benzina per i suoi motori – cercando di corrergli appresso in bicicletta, ognuno con i suoi mezzi nazionali, significa perdere in partenza questa guerra. Perché di guerra si tratta».

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